Silenzio‑assenso non valido: la Corte stabilisce che l’assenza di parere della Soprintendenza non autorizza la costruzione
Fonti
Fonte: EdilTecnico – Sanatoria paesaggistica: il ritardo della Soprintendenza non vale come assenso.
Approfondimento
Il tema centrale dell’articolo riguarda la possibilità di considerare il mancato parere della Soprintendenza come “silenzio‑assenso” in materia di compatibilità paesaggistica. Secondo la sentenza del Consiglio di Stato 836/2026, la mera inazione della Soprintendenza non costituisce un consenso valido: la decisione finale del Comune resta vincolante, anche se il pagamento di una sanzione è stato effettuato. Il Comune, infatti, conserva l’autonomia di valutare la richiesta e di emettere un ordine di demolizione qualora la compatibilità non sia garantita.

Dati principali
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Sentenza | Consiglio di Stato 836/2026 (2 febbraio 2026) |
| Oggetto | Silenzio‑assenso in materia di compatibilità paesaggistica |
| Parte coinvolta | Comune di Olbia, Soprintendenza di Sassari, società proprietaria della villa a Porto Rotondo |
| Importo indennità | 24.944 € |
| Data di invio relazione tecnica | 15 febbraio 2018 |
| Data di sollevamento dubbi da parte della Soprintendenza | 21 maggio 2018 |
| Tipo di opere contestate | Riduzione dei volumi, creazione di veranda, cambio di destinazione d’uso di volumi interrati |
Possibili Conseguenze
Il Comune può emettere un ordine di demolizione se la compatibilità paesaggistica non è garantita, indipendentemente dal pagamento di eventuali sanzioni. La sentenza del Consiglio di Stato rafforza la posizione del Comune, limitando l’interpretazione del silenzio come consenso. Per la società interessata, ciò implica la necessità di rispettare i vincoli paesaggistici o di procedere con la demolizione delle opere non conformi.
Opinione
La società proprietaria ha sostenuto che il pagamento della sanzione avrebbe creato un’aspettativa di rilascio del provvedimento, mentre il Comune ha affermato che la mancanza di un parere favorevole non può essere interpretata come consenso. Il Consiglio di Stato ha accolto la posizione del Comune, sottolineando che la procedura non può essere considerata conclusa in assenza di un parere esplicito.
Analisi Critica (dei Fatti)
La sentenza evidenzia che la procedura di compatibilità paesaggistica è vincolata alla sostanza dell’abuso, non alla forma della procedura. Il pagamento di una sanzione non genera un legittimo affidamento se la Soprintendenza ha espresso dubbi sulla conformità delle opere. La decisione di demolizione è giustificata dalla presenza di elementi contrari al rilascio del titolo, come l’uso diverso dei locali interrati (mini SPA) rispetto a quanto dichiarato.
Relazioni (con altri fatti)
Il caso di Olbia si inserisce in un più ampio quadro normativo che distingue tra disciplina edilizia e tutela paesaggistica. La sentenza del Consiglio di Stato si riferisce all’art. 167, comma 4, del D.Lgs. 42/2004, che stabilisce i criteri per l’assegnazione di pareri favorevoli in materia di compatibilità paesaggistica. La decisione è coerente con precedenti casi in cui la Soprintendenza ha rifiutato pareri in presenza di aumenti di volume o di modifiche che alterano l’impatto visivo del contesto paesaggistico.
Contesto (oggettivo)
La normativa italiana prevede che la Soprintendenza per i Beni Culturali e il Paesaggio abbia il compito di valutare la compatibilità paesaggistica delle opere. Il principio del silenzio‑assenso, sebbene presente in alcune discipline, non è riconosciuto in materia paesaggistica. Il Consiglio di Stato ha confermato che la procedura di compatibilità è vincolata alla sostanza dell’abuso, non alla mera inazione della Soprintendenza.
Domande Frequenti
1. Che cosa si intende per “silenzio‑assenso”? Il silenzio‑assenso è la presunzione che la mancanza di un parere da parte di un’autorità competente sia interpretata come consenso. In materia paesaggistica, la sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che tale presunzione non è valida.
2. Il pagamento di una sanzione può costituire un legittimo affidamento? No. Secondo la sentenza, il pagamento di una sanzione non genera un’aspettativa di rilascio del provvedimento se la Soprintendenza ha espresso dubbi sulla conformità delle opere.
3. Quali sono le conseguenze per un Comune che decide di demolire? Il Comune può emettere un ordine di demolizione se la compatibilità paesaggistica non è garantita, anche se la sanzione è stata pagata. La decisione è vincolante e non può essere annullata sulla base del pagamento.
4. Come si differenzia la tutela paesaggistica dalla disciplina edilizia? La tutela paesaggistica si concentra sulla conservazione dell’impatto visivo e del contesto paesaggistico, mentre la disciplina edilizia si occupa di norme tecniche e di sicurezza. Le due discipline possono avere criteri diversi per la valutazione dei volumi e delle superfici utili.



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