Migrazione del vapore: perché le verifiche dinamiche sono indispensabili per la durabilità degli edifici

Migrazione del vapore: perché le verifiche dinamiche sono indispensabili per la durabilità degli edifici

Migrazione del vapore: perché le verifiche dinamiche sono fondamentali

Nel progetto termotecnico moderno, la migrazione del vapore è un elemento cruciale per valutare il comportamento dell’involucro edilizio, soprattutto quando si applica l’isolamento dall’interno. A differenza di un cappotto esterno, l’isolamento interno modifica il regime termico della parete: la superficie si raffredda in inverno e il punto di rugiada si sposta verso l’interno del materiale isolante.

In questo contesto, la verifica igrotermica è indispensabile. Un modello di calcolo inadeguato può portare a condensazioni interstiziali e al degrado dei materiali, anche se la stratigrafia appare corretta dal punto di vista termico.

Migrazione del vapore: perché le verifiche dinamiche sono indispensabili per la durabilità degli edifici

Inquadramento normativo e obblighi legislativi

Il Decreto Ministeriale 26/06/2015 (“Requisiti Minimi”) impone di eseguire verifiche igrotermiche per tutte le strutture che delimitano il volume climatizzato verso l’esterno, sia in nuove costruzioni sia in riqualificazioni. Le verifiche devono garantire l’assenza di muffa sulle superfici interne e l’assenza di condensazione interstiziale, assicurando che l’umidità accumulata rievaporizzi entro un anno e non superi le quantità massime ammissibili per i materiali.

Muffa e condensa: perché il fattore tempo è centrale

Condensa interstiziale e sviluppo di muffa sono fenomeni distinti. La condensa si forma quando la pressione di vapore supera la saturazione in uno strato, anche senza segni visibili. La muffa, invece, richiede condizioni di umidità relativa elevate mantenute nel tempo; è quindi un fenomeno cumulativo. Una verifica che consideri solo una condizione media non può indicare se l’umidità si accumula o si smaltisce nel corso del tempo.

Il metodo di Glaser e i suoi limiti applicativi

Il metodo di Glaser, basato sulla UNI EN ISO 13788, è un modello stazionario che utilizza solo le temperature esterne medie mensili e considera solo la diffusione del vapore. Esso non tiene conto di trasporto liquido per capillarità, capacità igroscopica, irraggiamento solare, pioggia battente o variazione delle proprietà dei materiali in funzione dell’umidità.

La simulazione igrotermica dinamica: un cambio di paradigma

La norma UNI EN ISO 15026 introduce una simulazione dinamica con analisi a passo orario per 365 giorni. Questo approccio consente di considerare l’evoluzione reale delle condizioni climatiche, l’irraggiamento solare, la pioggia battente e la variazione delle proprietà dei materiali. La verifica dinamica permette di valutare il bilancio igrometrico nel tempo, verificando se l’umidità accumulata durante l’inverno viene smaltita nei periodi più favorevoli.

Diffusione e convezione: il ruolo della tenuta all’aria

La diffusione del vapore è un processo lento, governato dal gradiente di pressione e dalla permeabilità dei materiali. La convezione, invece, è legata ai movimenti d’aria causati da gradienti di temperatura e può trasportare quantità di umidità molto superiori. Eventuali discontinuità nella tenuta all’aria possono compromettere i calcoli, sia stazionari che dinamici.

Conclusioni

Affrontare la migrazione del vapore con verifiche stazionarie è una semplificazione inadeguata. La simulazione igrotermica dinamica è lo strumento più coerente per valutare il comportamento reale delle stratigrafie nel tempo, garantendo la durabilità degli interventi di riqualificazione.

Fonti

Fonte: EdilTecnico.it

Approfondimento

La migrazione del vapore è influenzata da fattori quali la temperatura interna, la temperatura esterna, la permeabilità dei materiali, la presenza di tenute all’aria e la gestione dell’energia. Le verifiche dinamiche permettono di modellare questi fattori in modo più realistico rispetto ai modelli stazionari.

Dati principali

Norma DM 26/06/2015: obbligo di verifiche igrotermiche per strutture che delimitano il volume climatizzato.

UNI EN ISO 13788: modello stazionario basato su temperature medie mensili.

UNI EN ISO 15026: modello dinamico con analisi a passo orario per 365 giorni.

Possibili Conseguenze

Condensazioni interstiziali possono portare a muffa, degrado strutturale e riduzione dell’efficienza energetica. L’assenza di verifiche dinamiche può comportare costi di manutenzione più elevati e riduzione della durata dell’intervento.

Opinione

Le verifiche dinamiche rappresentano un avanzamento metodologico che consente di valutare in modo più accurato i rischi igrotermici, contribuendo a interventi più duraturi e sostenibili.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il modello di Glaser, pur essendo ampiamente usato, presenta limiti evidenti: non considera fenomeni di trasporto liquido, variazioni di proprietà dei materiali e condizioni climatiche variabili. La norma ISO 15026 risponde a queste lacune introducendo un approccio dinamico.

Relazioni (con altri fatti)

La migrazione del vapore è strettamente collegata alla gestione dell’energia, alla qualità dell’aria interna e alla normativa sull’efficienza energetica. Le verifiche dinamiche si integrano con le pratiche di ventilazione meccanica controllata e di tenuta all’aria.

Contesto (oggettivo)

In Italia, la normativa vigente richiede verifiche igrotermiche per garantire la sicurezza e la durabilità degli edifici. L’adozione di modelli dinamici è in linea con le tendenze europee verso una progettazione più sostenibile e basata su dati reali.

Domande Frequenti

1. Che cosa è la migrazione del vapore? È il movimento del vapore acqueo all’interno delle pareti, influenzato da temperature e umidità.

2. Perché le verifiche dinamiche sono più accurate delle stazionarie? Le dinamiche considerano l’evoluzione temporale delle condizioni climatiche e dei materiali, fornendo un quadro più realistico.

3. Quali sono i rischi di non eseguire verifiche igrotermiche? Condensazioni interstiziali, muffa, degrado dei materiali e riduzione dell’efficienza energetica.

4. Che normativa regola le verifiche igrotermiche in Italia? Il DM 26/06/2015 (“Requisiti Minimi”) e le norme UNI EN ISO 13788 e 15026.

5. Come influisce la tenuta all’aria sulla migrazione del vapore? Le discontinuità nella tenuta all’aria possono aumentare la convezione del vapore, portando a condensazioni più gravi.

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