Giappone scopre depositi di terre rare a 6.000 metri di profondità: un passo verso l’autosufficienza
Japan finds strategic rare earth minerals in 6,000‑metre deep ocean beds
Il Giappone ha confermato la scoperta di sedimenti contenenti terre rare in zone di fondale marino profondo di 6.000 metri, in seguito a un’operazione mirata a ridurre la dipendenza dalla Cina per i minerali critici. Secondo le autorità, si tratta della prima iniziativa mondiale a recuperare risorse di terre rare da profondità così estreme.

Kei Sato, portavoce del governo, ha dichiarato che i campioni sono ancora in fase di valutazione. Ha aggiunto che la missione dovrebbe rafforzare la sicurezza economica del Giappone e la sua strategia di sviluppo a lungo termine.
La spedizione è stata condotta vicino all’isola remota di Minami Torishima, area che si ritiene ospiti alcune delle più grandi riserve mondiali di terre rare. L’operazione è vista come uno sforzo di Tokyo per consolidare la sicurezza delle risorse in un clima di tensioni crescenti con Pechino.
Il veicolo di perforazione scientifica Chikyu ha raccolto i campioni, partendo lo scorso mese per il sito pacifico situato all’interno della zona economica esclusiva giapponese.
La spedizione avviene in un momento in cui la Cina, principale fornitore mondiale di terre rare, ha intensificato la pressione sul Giappone dopo che il Primo Ministro Sanae Takaichi ha suggerito che Tokyo potesse rispondere militarmente a qualsiasi azione cinese contro Taiwan. Da allora Pechino ha imposto limitazioni sull’esportazione di beni a doppio uso verso il Giappone, sollevando preoccupazioni sul possibile restringimento delle forniture di terre rare, essenziali per l’industria manifatturiera avanzata e la difesa.
Le terre rare, un gruppo di 17 metalli difficili da estrarre, sono componenti fondamentali per veicoli elettrici, turbine eoliche, unità di memorizzazione e sistemi missilistici.
Secondo stime citate dal quotidiano economico Nikkei, i depositi di fondale marino intorno a Minami Torishima superano le 16 milioni di tonnellate, posizionandola come terza più grande riserva di terre rare conosciuta al mondo.
La zona è ritenuta contenere sufficiente disprosio per soddisfare la domanda globale per oltre sette secoli, oltre a quasi otto secoli di materiale di ittrio, essenziale per magneti ad alte prestazioni, elettronica e tecnologie laser.
Fonti
Fonte: Alcircle.com
Approfondimento
L’operazione è stata pianificata per ridurre la dipendenza del Giappone dalla Cina, che detiene circa il 70 % della produzione mondiale di terre rare. La scelta di Minami Torishima è motivata dalla presenza di depositi di alta concentrazione, confermata da precedenti studi geologici.
Dati principali
Tabella riassuntiva dei dati noti:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Profondità del fondale | 6.000 m |
| Volume stimato di depositi | >16 milioni di tonnellate |
| Concentrazione di disprosio | Capace di soddisfare la domanda globale per oltre 700 anni |
| Concentrazione di ittrio | Capace di soddisfare la domanda globale per quasi 800 anni |
Possibili Conseguenze
1. Maggiore autonomia del Giappone nella filiera delle terre rare.
2. Potenziale riduzione della pressione commerciale cinese sul Giappone.
3. Incremento degli investimenti in tecnologie di estrazione e raffinazione a profondità estreme.
4. Possibile escalation delle tensioni con la Cina, soprattutto in ambito di sicurezza marittima.
Opinione
Le dichiarazioni ufficiali indicano che la missione è considerata un “successo significativo” sia per la sicurezza economica sia per lo sviluppo marittimo globale. Non è stata espressa alcuna posizione politica oltre a quella di rafforzare la sicurezza delle risorse.
Analisi Critica (dei Fatti)
La conferma dei campioni è ancora in fase di analisi; i dati quantitativi precisi non sono ancora disponibili. La valutazione della concentrazione di terre rare dipenderà da test di laboratorio indipendenti. La dichiarazione di Kei Sato è coerente con le politiche di sicurezza nazionale, ma non fornisce dettagli tecnici sul processo di estrazione.
Relazioni (con altri fatti)
La scoperta si inserisce in un contesto più ampio di rivalità tecnologica tra Giappone e Cina, dove la Cina ha imposto restrizioni su beni a doppio uso. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti stanno cercando di diversificare le fonti di minerali critici, come indicato in un articolo correlato su Alcircle.
Contesto (oggettivo)
Le terre rare sono fondamentali per l’industria globale di tecnologie avanzate. Il Giappone ha storicamente dipendente dalla Cina per questi materiali, con conseguenze strategiche in caso di conflitto o tensioni diplomatiche. La scoperta di depositi a 6.000 m rappresenta un passo verso l’autosufficienza, ma comporta sfide tecnologiche e ambientali significative.
Domande Frequenti
1. Qual è la profondità del fondale dove sono stati trovati i sedimenti?
La profondità è di circa 6.000 metri.
2. Dove si trova l’area di scoperta?
L’area è vicino all’isola di Minami Torishima, nella zona economica esclusiva giapponese.
3. Quali metalli fanno parte delle terre rare menzionate?
Il gruppo comprende 17 metalli, tra cui disprosio e ittrio, utilizzati in veicoli elettrici, turbine eoliche, unità di memorizzazione e sistemi missilistici.
4. Qual è l’importanza strategica di questa scoperta per il Giappone?
Potrebbe ridurre la dipendenza dalla Cina e rafforzare la sicurezza economica e la strategia di sviluppo a lungo termine.
5. Cosa è stato fatto con i campioni raccolti?
I campioni sono stati raccolti dal veicolo di perforazione scientifica Chikyu e sono attualmente in fase di valutazione.



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