Cina registra un picco di 5 anni nelle importazioni di scarti di alluminio, segno di un nuovo modello di produzione.
Per anni la forza dell’alluminio è stata valutata in base ai fusori e alla potenza in megawatt. Il metallo primario era al centro della crescita industriale, e l’energia determinava chi poteva espandersi e chi no. Tale equazione sta perdendo vigore. In Cina e negli Stati Uniti, i due mercati alluminiferi più grandi al mondo, l’attenzione si sta spostando dall’energia intensiva della produzione primaria verso un materiale che, in senso letterale, era considerato secondario: lo scarto di alluminio.

Fonti
Approfondimento
Negli ultimi anni la Cina ha aumentato il consumo di alluminio secondario, con un conseguente incremento delle importazioni. La domanda di scarti è cresciuta dal 12,70 mila tonnellate nel 2024 ai 13,35 mila tonnellate nel 2025, un aumento del 5,1 % anno su anno. Questo trend è accompagnato da un uso più marcato di scarti e da un incremento delle importazioni.
Dati principali
| Anno | Consumo primario (mila tonnellate) | Consumo secondario (mila tonnellate) | Importazioni di scarti (mila tonnellate) |
|---|---|---|---|
| 2024 | 41 000 | 12,70 | 823 |
| 2025 | 41 000 | 13,35 | 1 027 |
| 2026 (previsione) | 41 000 | — | — |
Secondo il rapporto “Global ALuminium Industry Outlook 2026”, la produzione primaria di alluminio a livello globale è in evoluzione.
Possibili Conseguenze
L’aumento delle importazioni di scarti può ridurre la dipendenza dalla produzione primaria, diminuendo l’impatto ambientale e i costi energetici. Tuttavia, la capacità di riciclo interno è ancora limitata: la produzione di scarti domestici è di circa 11,77 mila tonnellate nel 2025, mentre la capacità totale di riciclo è di 16,6 mila tonnellate. La differenza tra domanda e offerta interna è quindi colmata in gran parte dalle importazioni.
Opinione
Il passaggio verso l’alluminio secondario è una tendenza globale che riflette la necessità di ridurre l’energia richiesta per la produzione e di rispettare le normative ambientali. La Cina, con i suoi limiti di produzione e le politiche di economia circolare, sta adottando misure per aumentare l’uso di scarti.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il dato più significativo è l’aumento del 5,1 % del consumo secondario in Cina, che rappresenta circa il 33 % del consumo primario. In confronto, negli Stati Uniti il consumo secondario ha raggiunto il 85 % della produzione totale, con un incremento del 2,3 % nel primo semestre del 2025. La Cina non ha ancora raggiunto questo livello, ma la direzione è chiara.
Relazioni (con altri fatti)
Il percorso cinese può essere paragonato a quello degli Stati Uniti, dove la produzione di alluminio secondario ha superato la produzione primaria. In entrambi i paesi, la riduzione dell’energia necessaria per il riciclo (circa il 5 % rispetto al primario) è un fattore chiave per la sostenibilità e la sicurezza energetica.
Contesto (oggettivo)
La Cina ha imposto un tetto di produzione di 45 mila tonnellate di alluminio primario e ha introdotto il 14° Piano quinquennale per l’economia circolare, con l’obiettivo di utilizzare più di 15 mila tonnellate di alluminio riciclato entro il 2027. La capacità di riciclo secondario è in espansione, con 22 mila tonnellate di nuova capacità prevista tra il 2022 e il 2026.
Domande Frequenti
- Qual è la differenza tra alluminio primario e secondario? L’alluminio primario è prodotto dalla fusione del bauxite, mentre l’alluminio secondario è ottenuto dal riciclo di scarti di alluminio.
- Perché la Cina importa scarti di alluminio? La produzione interna di scarti è insufficiente per soddisfare la domanda crescente di alluminio secondario, quindi le importazioni colmano il gap.
- Qual è l’impatto energetico del riciclo? Il riciclo richiede circa il 5 % dell’energia necessaria per la produzione primaria, con potenziali risparmi di circa 31 miliardi di kWh all’anno.
- Quali paesi sono i principali fornitori di scarti per la Cina? Nel 2024, la Thailandia è stata il principale fornitore con 298 mila tonnellate, seguita da Malaysia, Giappone e Corea del Sud.
- La Cina sta seguendo lo stesso modello degli Stati Uniti? La Cina sta avviando un percorso simile, ma la sua quota di alluminio secondario è ancora inferiore rispetto a quella degli Stati Uniti.
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