Alluminio non lavorato 2025: importazioni in calo, esportazioni in crescita

Alluminio non lavorato 2025: importazioni in calo, esportazioni in crescita

Analisi dei dati di importazione ed esportazione dell’alluminio non lavorato nel 2025

Fonti

L’articolo originale è stato pubblicato da SMM e successivamente ripubblicato da AL Circle con le stesse informazioni.

Alluminio non lavorato 2025: importazioni in calo, esportazioni in crescita

Approfondimento

Il Dipartimento Generale delle Dogane ha rilasciato i dati relativi a importazioni ed esportazioni di alluminio non lavorato per dicembre 2025. I dati mostrano una diminuzione delle importazioni a livello annuo, mentre le esportazioni hanno registrato un incremento.

Dati principali

Importazioni di dicembre 2025: 93 100 t, -11,8 % rispetto all’anno precedente, +27,2 % rispetto al mese precedente. Importazioni cumulative 2025: 1 008 400 t, -16,9 % rispetto al 2024.

Esportazioni di dicembre 2025: 25 500 t, +20,0 % rispetto all’anno precedente, -16,8 % rispetto al mese precedente. Esportazioni cumulative 2025: 284 700 t, +17,5 % rispetto al 2024.

Importazioni totali 2025: diminuzione di 203 900 t rispetto al 2024.

Principali fornitori:

Paese Importazioni (t) Variazione rispetto al 2024
Malesia 356 700 -164 600
Thailandia — -14 100
Vietnam — -46 100
Corea del Sud — -—
Pakistan — -—
Russia 225 400 +131 600

Distribuzione provinciale delle importazioni 2025:

Provincia Importazioni (t) Percentuale del totale
Zhejiang 415 800 41 %
Shandong 129 200 13 %
Henan 100 200 10 %
Jiangsu 95 400 9 %
Guangdong 82 200 8 %

Possibili Conseguenze

La riduzione delle importazioni può influenzare la disponibilità di materie prime per le industrie locali, mentre l’aumento delle esportazioni potrebbe indicare una maggiore competitività dei prodotti alluminio non lavorato cinese sul mercato internazionale.

Opinione

L’articolo originale non contiene dichiarazioni di esperti o analisi di mercato; pertanto non è possibile riportare opinioni specifiche.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il dato di importazioni cumulative 2025 mostra una contrazione di quasi 17 % rispetto al 2024, mentre le esportazioni sono cresciute di oltre 17 %. La variazione positiva delle esportazioni è accompagnata da un incremento delle esportazioni da parte di paesi come la Russia, che ha spostato la propria posizione da quarta a seconda. La contrazione delle importazioni da parte dei principali fornitori asiatici è stata più marcata rispetto alla Russia, che ha registrato un aumento di 131 600 t.

Relazioni (con altri fatti)

Il prezzo delle materie prime, in particolare l’ADC12, ha subito un rialzo significativo a partire da dicembre 2025, raggiungendo il livello più alto dal 2021. L’aumento dei prezzi internazionali, seppur inferiore a quello interno, ha contribuito a ridurre il margine di profitto delle importazioni, ma ha anche aperto un nuovo periodo di competitività per le importazioni future.

Contesto (oggettivo)

Nel 2025, la Cina ha registrato una diminuzione complessiva delle importazioni di alluminio non lavorato, mentre le esportazioni sono cresciute. Le dinamiche di prezzo e la disponibilità di scarti di alluminio nei mercati asiatici hanno influenzato la domanda interna. La Russia è emersa come fornitore chiave, con un incremento significativo delle importazioni e una maggiore presenza nelle province di Henan.

Domande Frequenti

  • Qual è stato il volume delle importazioni di alluminio non lavorato a dicembre 2025? 93 100 tonnellate.
  • Qual è stato il volume delle esportazioni di alluminio non lavorato a dicembre 2025? 25 500 tonnellate.
  • Quali paesi hanno registrato la più grande crescita delle importazioni in 2025? La Russia, con un aumento di 131 600 tonnellate.
  • Qual è stato l’impatto dei prezzi dell’ADC12 sulle importazioni? L’aumento dei prezzi ha ridotto il margine di profitto delle importazioni, ma ha anche aperto un nuovo periodo di competitività per le importazioni future.
  • Quali province hanno registrato la più alta quota di importazioni? Zhejiang (41 %), seguito da Shandong (13 %) e Henan (10 %).

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