Africa punta a 7 milioni di tonnellate di alumina entro il 2030: il ruolo delle nuove raffinerie
Panoramica
Ogni giorno i porti guineani spediscono bauxite verso raffinerie situate a migliaia di chilometri, mentre solo una piccola frazione di questa materia prima viene trasformata localmente. Questa disparità evidenzia la situazione attuale del settore dell’alluminio in Africa: ricco di risorse, stabile nelle operazioni, ma ancora in fase di consolidamento della catena del valore.

Dati principali
Negli ultimi cinque anni la capacità di produzione di alumina in Africa è rimasta stabile a 0,65 milioni di tonnellate. La produzione ha subito un ciclo di calo e recupero, con i seguenti valori:
| Anno | Produzione (milioni di tonnellate) | Variazione rispetto all’anno precedente |
|---|---|---|
| 2020 | 0,439 | – |
| 2021 | 0,414 | –5,7 % |
| 2022 | 0,340 | –17,9 % |
| 2023 | 0,273 | –19,7 % |
| 2024 | 0,338 | +23,8 % |
| 2025 (previsione) | 0,350 | +3,6 % |
Approfondimento
La Guinea, uno dei maggiori esportatori mondiali di bauxite, dispone di una sola raffineria di alumina: la piantola Friguia di RUSAL, con capacità di circa 600 mila tonnellate all’anno. Tutto il resto della materia prima viene esportato senza essere lavorato. L’obiettivo del governo guineano è di raggiungere cinque o sei raffinerie operative entro il 2030, per aumentare la capacità totale a circa 7 milioni di tonnellate all’anno.
Possibili Conseguenze
Un incremento della capacità di raffinazione locale potrebbe:
- Ridurre la dipendenza dalle esportazioni di bauxite non trasformata;
- Aumentare il valore delle esportazioni, con un potenziale incremento del 300–400 % del valore;
- Creare occupazione industriale e stimolare lo sviluppo economico regionale.
Opinione
Il testo non espone posizioni personali, ma presenta i fatti in modo neutro, evidenziando le potenzialità e le sfide del settore.
Analisi Critica (dei Fatti)
La principale limitazione è l’infrastruttura energetica: l’alimentazione elettrica è essenziale per il processo di raffinazione, che richiede energia continua e a temperature elevate. La rete esistente in Guinea non è in grado di supportare più raffinerie di grandi dimensioni contemporaneamente. Le soluzioni proposte includono espansioni idroelettriche, progetti solari, importazioni di GNL e generazione autonoma, ma la stabilità e il costo dell’energia rimangono fattori critici.
Relazioni (con altri fatti)
Il rapporto di esportazione della Guinea mostra che, nel terzo trimestre del 2025, la bauxite esportata era di 39,41 milioni di tonnellate, mentre l’alumina esportata era di 78 mila tonnellate, un rapporto di elaborazione di circa 505 a 1. Questo indica che la maggior parte della materia prima non subisce alcuna trasformazione locale.
Contesto (oggettivo)
La Guinea gode di vantaggi logistici: la sua posizione facilita l’accesso ai mercati europei e nordamericani rispetto ai centri di raffinazione del Medio Oriente, che servono principalmente l’Asia. Inoltre, la bauxite guineana è a basso contenuto di silice, il che consente una raffinazione più efficiente e la produzione di alumina di alta purezza, con costi di elaborazione inferiori e potenziale di prezzo premium.
Fonti
Fonte: AL Circle
Domande Frequenti
- Qual è la capacità attuale di produzione di alumina in Africa?
- La capacità è stabile a 0,65 milioni di tonnellate.
- Perché la Guinea esporta la maggior parte della sua bauxite?
- Il paese dispone di una sola raffineria di alumina, quindi la maggior parte della materia prima viene spedita senza essere trasformata.
- Quali sono gli obiettivi del governo guineano per il 2030?
- Raggiungere cinque o sei raffinerie operative, aumentando la capacità totale a circa 7 milioni di tonnellate all’anno.
- Qual è l’impatto dell’energia sulla produzione di alumina?
- L’alimentazione elettrica è essenziale per il processo di raffinazione; la rete attuale non può supportare più raffinerie di grandi dimensioni contemporaneamente.
- Quanto valore aggiunto si può ottenere dalla trasformazione della bauxite in alumina?
- La trasformazione può aumentare il valore delle esportazioni di 300–400 %.



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