Decreto 3795/2025: incentivi per ridurre la disparità uomo‑donna nei settori più ineguali
Disparità uomo-donna – Decreto n. 3795/2025
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato il Decreto interministeriale n. 3795 del 31 dicembre 2025. Il provvedimento individua, per l’anno 2026, i settori e le professioni in cui il tasso di disparità uomo‑donna supera almeno del 25 % la disparità media nazionale, sulla base dei dati Istat relativi alla media annua del 2024. L’elenco è stato definito per applicare gli incentivi all’assunzione previsti dall’articolo 4, commi 8‑11, della Legge n. 92/2012.
Le categorie individuate sono riportate nelle tabelle A e B, disponibili sul sito del Ministero.

Fonti
Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Decreto interministeriale n. 3795 del 31 dicembre 2025.
Approfondimento
Il decreto si inserisce in un quadro più ampio di politiche volte a ridurre le disuguaglianze di genere sul mercato del lavoro. La Legge n. 92/2012, che disciplina gli incentivi all’assunzione di lavoratori in difficoltà, è stata ampliata per includere specifici criteri di disparità di genere. L’obiettivo è quello di favorire l’inserimento di donne in settori tradizionalmente dominati dagli uomini, dove la differenza di occupazione è più marcata.
Dati principali
Secondo i dati Istat relativi al 2024, la media annua di disparità uomo‑donna è stata calcolata per ciascun settore e professione. Il decreto stabilisce che, per l’anno 2026, verranno applicati incentivi alle aziende che assumono in settori in cui la disparità supera il 25 % rispetto alla media nazionale. Le tabelle A e B, pubblicate sul sito del Ministero, elencano i settori e le professioni che soddisfano questo criterio.
Possibili conseguenze
Le aziende che operano nei settori individuati potranno beneficiare di incentivi economici per l’assunzione di donne, con l’obiettivo di aumentare la loro presenza sul mercato del lavoro. Ciò potrebbe tradursi in un incremento delle opportunità occupazionali per le donne, in una maggiore diversità di genere nei luoghi di lavoro e, a lungo termine, in una riduzione delle disparità salariali e di carriera.
Opinione
Il decreto rappresenta un passo concreto verso la riduzione delle disuguaglianze di genere, ma il suo impatto dipenderà dall’effettiva applicazione e dal monitoraggio dei risultati. È fondamentale che le istituzioni garantiscano trasparenza e verificabilità dei dati per valutare l’efficacia delle misure adottate.
Analisi critica (dei fatti)
Il provvedimento si basa su dati Istat, che sono considerati attendibili per la loro metodologia statistica consolidata. Tuttavia, la scelta di un limite del 25 % rispetto alla media nazionale può risultare arbitraria; non è chiaro se questo valore sia stato scelto in base a criteri di equità o di fattibilità economica. Inoltre, l’applicazione degli incentivi è limitata ai settori elencati, escludendo potenzialmente altre aree dove la disparità è significativa ma non supera il 25 %.
Relazioni (con altri fatti)
Il decreto si collega a iniziative europee volte a promuovere l’uguaglianza di genere, come la strategia “Women in the Digital Economy” dell’Unione Europea. Inoltre, è in linea con le linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che prevede investimenti per la parità di genere e l’inclusione sociale.
Contesto (oggettivo)
Nel 2024, la disparità di genere sul mercato del lavoro in Italia era ancora significativa, con differenze di occupazione e retribuzione evidenti in settori come l’ingegneria, l’IT e la produzione industriale. Il decreto mira a intervenire in modo mirato su queste aree, sfruttando gli incentivi fiscali e contributivi per stimolare l’assunzione di donne.
Domande frequenti
- Qual è lo scopo principale del decreto n. 3795? Il decreto identifica settori e professioni in cui la disparità uomo‑donna supera il 25 % rispetto alla media nazionale, al fine di applicare incentivi all’assunzione di donne in tali ambiti.
- Su quale base sono stati calcolati i dati? I dati derivano dalla media annua del 2024 fornita dall’Istat, che analizza la distribuzione di occupazione per genere in ciascun settore.
- Chi può beneficiare degli incentivi? Le aziende che operano nei settori elencati nelle tabelle A e B e che assumono donne in tali ambiti possono accedere agli incentivi previsti dalla Legge n. 92/2012.
- Dove trovare l’elenco completo dei settori? L’elenco è disponibile nelle tabelle A e B pubblicate sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
- Quali sono le possibili limitazioni del decreto? Il limite del 25 % può escludere settori con disparità di genere significativa ma inferiore a tale percentuale, e l’efficacia dipende dalla corretta applicazione e dal monitoraggio dei risultati.



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