L’Europa rischia di perdere i propri scarti di alluminio: esportazioni estere minacciano l’economia circolare
Fonti
Articolo originale: Alcircle

Approfondimento
L’Europa sta cercando di costruire un’economia circolare dell’alluminio, ma la crescente esportazione di scarti di alluminio verso paesi esteri rischia di compromettere questo obiettivo. Secondo Novelis, il più grande riciclatore di alluminio al mondo, i materiali raccolti nei paesi dell’Unione Europea vengono acquistati da operatori esteri, fusi in nuovo metallo e poi reintrodotti sul mercato europeo.
Dati principali
Tabella 1 – Raccolta di alluminio e esportazione di scarti
| Paese | Percentuale di recupero di bottiglie di alluminio |
|---|---|
| Europa | 70 % |
| Stati Uniti | 40 % |
Tabella 2 – Capacità di riciclaggio e carenza di scarti
| Capacità di riciclaggio (tonnellate) | Capacità offline (%) | Deficit annuale (tonnellate) |
|---|---|---|
| Totale EU | 15 % | ≈ 2 000 000 |
Tabella 3 – Impatto economico del settore alluminio in Europa
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Fatturato annuo | ≈ 40 miliardi di euro |
| Occupazione diretta | ≈ 250 000 persone |
| Occupazione indiretta (economia più ampia) | ≈ 1 000 000 persone |
Possibili Conseguenze
La perdita di scarti di alluminio potrebbe ridurre la capacità di riciclaggio, aumentare la dipendenza da alluminio primario e compromettere gli obiettivi di neutralità carbonica dell’UE. Inoltre, la competitività delle industrie europee che dipendono dal riciclo potrebbe diminuire, con impatti negativi sull’occupazione e sull’economia regionale.
Opinione
Il testo non esprime giudizi personali. Si riportano solo le dichiarazioni di Emilio Braghi, vicepresidente esecutivo di Novelis, e le osservazioni di rappresentanti dell’industria europea.
Analisi Critica (dei Fatti)
Le affermazioni di Braghi si basano su dati di mercato e su osservazioni sul comportamento dei consumatori europei, che mostrano una forte domanda di prodotti con alto contenuto riciclato. La comparazione tra i tassi di recupero di alluminio in Europa e negli Stati Uniti è supportata da statistiche di settore. Tuttavia, l’articolo non fornisce numeri precisi sulle esportazioni di scarti verso paesi specifici, né dettagli sulle politiche tariffarie degli Stati Uniti e della Cina.
Relazioni (con altri fatti)
Il fenomeno è collegato a politiche tariffarie statunitensi (tariffe fino al 50 %) che incentivano l’importazione di scarti, e a politiche cinesi che promuovono l’espansione della capacità di riciclaggio per ridurre le emissioni. Queste dinamiche internazionali influenzano la competitività dei riciclatori europei.
Contesto (oggettivo)
Il riciclo dell’alluminio è più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla produzione primaria, riducendo l’uso di energia fino al 95 %. L’UE ha fissato l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, con il riciclo che rappresenta un elemento chiave di questa strategia. Le politiche di restrizione delle esportazioni di scarti sono in fase di discussione a livello europeo, con possibili misure come tasse all’esportazione o obiettivi obbligatori di contenuto riciclato.
Domande Frequenti
- Perché l’Europa sta perdendo scarti di alluminio? I materiali raccolti vengono acquistati da operatori esteri che li trasformano in nuovo metallo e li reintroducono sul mercato europeo, sfruttando prezzi più elevati all’estero.
- Qual è l’impatto economico di questa perdita? La carenza di scarti riduce la capacità di riciclaggio, può aumentare la dipendenza dall’alluminio primario e influire negativamente sull’occupazione e sul fatturato del settore.
- Quali politiche sono in discussione per contrastare la perdita di scarti? L’UE sta valutando l’introduzione di tasse all’esportazione e l’adozione di obiettivi obbligatori di contenuto riciclato.
- Come influiscono le politiche statunitensi e cinesi sul riciclo europeo? Le tariffe statunitensi incentivano l’importazione di scarti, mentre le politiche cinesi favoriscono la produzione di alluminio riciclato, creando una concorrenza più forte per i riciclatori europei.
- Qual è la differenza di costo energetico tra riciclo e produzione primaria? Il riciclo consuma fino al 95 % in meno energia rispetto alla produzione primaria, rendendolo più sostenibile e competitivo.



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