Progettare Edifici a Energia Quasi Zero: L’Approccio Integrato per Efficienza, Comfort e Sostenibilità
Progettazione integrata nZEB
Un edificio a energia quasi zero (nZEB) si realizza solo mediante un dialogo costante tra le discipline architettonica, strutturale, energetica e di impianti. Le scelte di materiali, di forma e di sistemi di riscaldamento, ventilazione e raffreddamento devono essere coordinate fin dalle prime fasi di progettazione, in modo che l’intero edificio funzioni come un’unica unità.
La normativa come riferimento
In Italia la normativa di riferimento è costituita dalle norme UNI/TS 11300 e dal DM Requisiti Minimi. Queste disposizioni forniscono gli strumenti tecnici per calcolare i fabbisogni energetici e rappresentano il punto di partenza per la progettazione. Tuttavia, il rispetto delle norme non basta: è necessario integrare la normativa con una visione più ampia che includa comfort, durabilità e qualità dell’aria interna.

Equilibrio tra dispersioni e apporti
Per raggiungere la quasi‑zero energia è fondamentale bilanciare le dispersioni termiche (inverno) e gli apporti termici (estate). L’involucro deve essere isolato, le ponti termici devono essere eliminati e la tenuta all’aria deve essere continua. Solo così si evita la condensa interstiziale e si garantisce un ambiente interno stabile.
Comfort estivo e scelta dei materiali
La scelta dei materiali influisce sulla capacità di resistere alle alte temperature estive. È necessario considerare la capacità termica, la densità e la capacità di attenuazione dell’onda termica. Gli oscuranti e i sistemi di schermatura solare sono strumenti chiave per ridurre gli apporti solari e mantenere il comfort termico.
Salubrità e comfort come obiettivi centrali
Un edificio nZEB deve garantire non solo efficienza energetica ma anche salubrità indoor. La normativa UNI EN 16798‑1 stabilisce i parametri di comfort igro‑termico e di qualità dell’aria interna. La ventilazione è un elemento fondamentale per mantenere ambienti sani e stabili nel tempo.
Sostenibilità e ciclo di vita
La sostenibilità di un nZEB si misura lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. La scelta di materiali a basso impatto ambientale, riciclabili o riutilizzabili è essenziale. Nel settore pubblico i CAM (Criteri di Attuazione del Mercato) forniscono un quadro di riferimento strutturato, mentre nel settore privato il progettista deve assumersi una responsabilità ancora maggiore.
Una responsabilità per il futuro
Il progettista ha un ruolo sociale rilevante: le sue scelte tecniche influenzano la durabilità dell’edificio e il benessere delle persone che lo abitano. Un approccio integrato, che bilancia dispersioni, apporti, involucro e impianti, è la chiave per elevare la qualità del progetto e garantire un edificio ottimizzato sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista della qualità dell’abitare.
Fonti
EdilTecnico.it – Edifici a energia quasi zero (nZEB): l’approccio che fa la differenza
Approfondimento
Per approfondire la progettazione nZEB è utile consultare le linee guida tecniche UNI/TS 11300, i documenti del DM Requisiti Minimi e le pubblicazioni sul ruolo della ventilazione e della salubrità indoor. Le case di studio di edifici pubblici realizzati con sistemi strutturali in legno offrono esempi concreti di coordinamento tra struttura, involucro e impianti.
Dati principali
| Elemento | Obiettivo nZEB |
|---|---|
| Dispersioni termiche (inverno) | Riduzione al minimo tramite isolamento, eliminazione ponti termici, tenuta all’aria |
| Apporti termici (estate) | Controllo tramite schermature solari, materiali a bassa radiazione, ventilazione naturale |
| Ventilazione | Garantire qualità dell’aria interna e stabilità igro‑termica |
| Materiali | Ridotto impatto ambientale, riciclabili, con capacità termica adeguata |
Possibili conseguenze
Un progetto nZEB ben realizzato porta a: riduzione dei consumi energetici, diminuzione delle emissioni di CO₂, miglioramento del comfort termico e della salubrità indoor, aumento della durabilità dell’edificio e, di conseguenza, riduzione dei costi di manutenzione e di gestione a lungo termine.
Opinione
La progettazione integrata è la strada più efficace per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica e di qualità dell’abitare. Il rispetto delle norme è un requisito, ma non un fine; la vera sfida è integrare le disposizioni normative con una visione globale del progetto.
Analisi critica (dei fatti)
Le norme UNI/TS 11300 e il DM Requisiti Minimi forniscono un quadro tecnico solido, ma la loro applicazione efficace dipende dalla capacità del progettista di coordinare le diverse discipline fin dalle prime fasi. La tenuta all’aria, spesso trascurata, è un fattore critico che può compromettere l’efficienza energetica e la salubrità. La scelta di materiali a basso impatto ambientale è fondamentale, ma deve essere bilanciata con le esigenze di isolamento e di resistenza strutturale.
Relazioni (con altri fatti)
Il concetto di nZEB si inserisce nel più ampio contesto delle politiche di riduzione delle emissioni di gas serra e delle direttive europee sulla sostenibilità edilizia. La normativa italiana si allinea con le direttive UE 2010/31/UE e 2010/31/UE, che promuovono edifici a basso consumo energetico. La gestione della ventilazione e della salubrità indoor è strettamente collegata alle linee guida per la prevenzione delle patologie edilizie.
Contesto (oggettivo)
Negli ultimi anni l’attenzione verso la sostenibilità edilizia è cresciuta, spinta dalle politiche europee e dalla necessità di ridurre le emissioni di CO₂. In Italia, la normativa nZEB è stata introdotta per garantire che gli edifici pubblici e privati raggiungano livelli di efficienza energetica sempre più elevati. La progettazione integrata è diventata la pratica standard per realizzare edifici che rispettino questi obiettivi.
Domande Frequenti
- Che cosa significa nZEB? Un edificio a energia quasi zero (nZEB) è un edificio che, grazie a un’ottimizzazione dell’involucro, degli impianti e dei materiali, ha un consumo energetico molto basso, quasi pari a quello di un edificio a zero emissioni.
- Qual è il ruolo della normativa? Le norme UNI/TS 11300 e il DM Requisiti Minimi forniscono gli strumenti tecnici per calcolare i fabbisogni energetici e rappresentano il punto di partenza per la progettazione, ma non sostituiscono un approccio integrato.
- Perché la tenuta all’aria è importante? Una tenuta all’aria inadeguata compromette le prestazioni energetiche, aumenta il rischio di condensa e patologie edilizie, e influisce negativamente sul comfort e sulla salubrità indoor.
- Quali sono i benefici di un progetto nZEB? Riduzione dei consumi energetici, diminuzione delle emissioni di CO₂, miglioramento del comfort termico e della qualità dell’aria interna, e riduzione dei costi di manutenzione a lungo termine.
- Come si garantisce la salubrità indoor? Attraverso la ventilazione adeguata, la scelta di materiali non tossici, il controllo dell’umidità e il rispetto delle normative UNI EN 16798‑1.



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