Europa punta a ridurre la dipendenza dalle terre rare: obiettivi e investimenti

Europa punta a ridurre la dipendenza dalle terre rare: obiettivi e investimenti

Fonti

Articolo originale: How far is Europe from securing its rare earth future? – AlCircle.

Approfondimento

Il 8 ottobre 2023 la Cina ha imposto restrizioni severe all’esportazione di terre rare, evento che ha colpito l’Europa e gli Stati Uniti. Successivamente è stato raggiunto un accordo di tregua di un anno. L’Unione europea ha stipulato accordi di fornitura con Canada, Namibia, Cile e altri paesi, e ha fissato obiettivi di autosufficienza: 10 % di estrazione, 40 % di lavorazione e 15 % di riciclo entro il 2030.

Europa punta a ridurre la dipendenza dalle terre rare: obiettivi e investimenti

Di seguito si analizzano i dati di importazione, le capacità di lavorazione, le iniziative legislative e gli investimenti previsti.

Dati principali

Importazioni di terre rare da parte dell’UE nel 2024:

Paese Tonnellate importate Percentuale del totale
Cina 5 984 t 46,3 %
Russia 3 676 t 29,0 %
Malesia 2 579 t 20,0 %
Altri paesi (Giappone, Regno Unito, Vietnam, USA, Norvegia)

Capacità di lavorazione attuale:

  • Estonia: una delle due strutture europee di lavorazione.
  • Francia: l’unica struttura al di fuori della Cina in grado di trattare tutti e 17 gli elementi delle terre rare.

Obiettivi del Critical Raw Materials Act (CRMA) per il 2030:

  • Produzione interna di almeno il 10 % delle materie prime strategiche.
  • Lavorazione di almeno il 40 % del consumo interno.
  • Riciclo di almeno il 25 % del consumo interno.
  • Limite di dipendenza da un singolo fornitore esterno a non più del 65 % per ogni materiale strategico.

Investimenti previsti:

  • 3 miliardi di euro (circa 3,5 miliardi di dollari) in programmi europei.
  • 2 miliardi di euro destinati a materie prime tra il 2026 e il 2027.
  • 700 milioni di euro per rafforzare le catene di fornitura e promuovere tecnologie a basso impatto ambientale.

Possibili Conseguenze

Se l’UE raggiungesse gli obiettivi fissati, la dipendenza dalle importazioni cinesi diminuirebbe, riducendo la vulnerabilità strategica. Tuttavia, la realizzazione di tali obiettivi richiede tempi di sviluppo lunghi, soprattutto per l’estrazione e la lavorazione di nuove risorse. Un ritardo potrebbe prolungare la dipendenza da fornitori esterni e influire sui costi delle tecnologie a base di terre rare.

Opinione

Il testo non espone giudizi personali. Presenta le iniziative e gli obiettivi dell’UE, evidenziando le sfide e le opportunità senza adottare posizioni politiche o ideologiche.

Analisi Critica (dei Fatti)

Le cifre riportate derivano da fonti ufficiali (Statista, report UE). La percentuale di importazioni cinesi (46,3 %) è coerente con i dati di 2024. L’obiettivo di 10 % di estrazione interna è ambizioso, considerando che l’UE dispone solo di due impianti di lavorazione. La limitazione della dipendenza a 65 % è una misura di diversificazione, ma non elimina la necessità di investimenti in nuove fonti.

Relazioni (con altri fatti)

Il progetto “RESourceEU” è collegato al CRMA e mira a creare un Centro Europeo delle Materie Prime Strategiche. Solvay ha stipulato accordi con produttori di magneti statunitensi per aumentare la produzione di magneti di qualità. Rare Earths Norway sta sviluppando un piano di zonizzazione per un’estrazione a basso impatto ambientale, con consegne commerciali previste solo dopo il 2030.

Contesto (oggettivo)

Le terre rare sono fondamentali per tecnologie moderne come motori elettrici, turbine eoliche e dispositivi elettronici. La Cina detiene la maggior parte della produzione mondiale, il che ha spinto l’UE a cercare alternative. Le iniziative legislative e gli investimenti europei riflettono una strategia di sicurezza economica e ambientale.

Domande Frequenti

  1. Qual è la percentuale di importazioni di terre rare da Cina per l’UE nel 2024? 46,3 %.
  2. Quanti impianti di lavorazione di terre rare esistono in Europa? Due: uno in Estonia e uno in Francia.
  3. Quali sono gli obiettivi del CRMA per il 2030? Produzione interna del 10 %, lavorazione del 40 % e riciclo del 25 % delle materie prime strategiche.
  4. Qual è l’importo previsto per gli investimenti europei in materie prime? 3 miliardi di euro, di cui 2 miliardi per materie prime tra il 2026 e il 2027.
  5. Quando si prevede la prima consegna commerciale di Rare Earths Norway? Dopo il 2030.

(Fonte immagine: statista.com)

Also read: Global rare earth reserve, production and consumption scenario: A real-time check

Explore- Most accurate data to drive business decisions with 50+ reports across the value chain

Must read: Key industry individuals share their thoughts on the trending topics

Note: To feature your brand and share insights, contribute an article or interview in our forthcoming e‑magazine “Mine to Market: ALuminium Producers & Manufacturers 2026

Commento all'articolo