Turchia e Arabia Saudita firmano accordo solare da 2 miliardi di dollari per 2,1 milioni di abitazioni
Turchia e Arabia Saudita rafforzano legami energetici con un accordo solare da miliardi di dollari
Un nuovo accordo tra la Turchia e l’Arabia Saudita, firmato durante una cerimonia a Istanbul, prevede la costruzione di impianti solari in grado di fornire energia a oltre due milioni di abitazioni. L’accordo, parte di un patto intergovernativo del valore di 2 miliardi di dollari firmato il 3 febbraio da Recep Tayyip Erdogan a Riyadh, è stato formalizzato in un palazzo ottomano con vista sul Bosforo.

La società saudita ACWA Power svilupperà due impianti di grandi dimensioni nelle province centrali di Sivas e Karaman. Insieme, produrranno 2.000 megawatt di potenza, sufficiente a soddisfare le esigenze di circa 2,1 milioni di case, secondo le stime ufficiali.
Il ministro turco dell’Energia, Alparslan Bayraktar, ha definito l’iniziativa uno degli investimenti più rilevanti nella storia del settore energetico del paese, sia a livello nazionale sia internazionale. Ha inoltre affermato che il progetto consentirà alla Turchia di ottenere energia al costo di approvvigionamento più basso raggiunto fino ad oggi.
Secondo Bayraktar, il 62 % della capacità elettrica installata l’anno scorso è stato generato da fonti rinnovabili. La capacità solare e eolica del paese è aumentata da livelli quasi inesistenti a oltre 40.000 megawatt, e il potenziale rinnovabile è considerato ancora ampio.
Il piano climatico a lungo termine della Turchia mira a eliminare le emissioni nette di carbonio entro il 2053. Nel frattempo, i ministri hanno delineato l’obiettivo di raggiungere 120.000 megawatt di capacità combinata solare e eolica entro il 2035.
Nonostante l’espansione delle rinnovabili, i combustibili fossili continuano a svolgere un ruolo significativo: il 33,6 % della produzione elettrica turca l’anno scorso è stato alimentato da carbone. Bayraktar ha spiegato che la priorità è ridurre i costi energetici e la dipendenza dalle importazioni. A breve termine, la generazione a carbone potrebbe essere sostituita dal gas naturale, mentre a medio-lungo termine le centrali nucleari potrebbero offrire un’alternativa più sostenibile.
La Turchia si prepara ad ospitare la COP31, la 31ª Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul clima, che si terrà più avanti quest’anno sulla costa mediterranea. L’evento, guidato dall’Australia, offrirà a Ankara una piattaforma globale per presentare i propri progressi nel settore rinnovabile e gli obiettivi di decarbonizzazione a lungo termine.
Fonti
Fonte: Alcircle.com
Approfondimento
L’accordo solare è parte di una strategia più ampia della Turchia per diversificare le fonti di energia e ridurre la dipendenza dalle importazioni. La scelta delle province di Sivas e Karaman è motivata dalla disponibilità di risorse solari e dalla vicinanza a infrastrutture di trasmissione esistenti.
Dati principali
| Progetto | Capacità (MW) | Abitazioni servite |
|---|---|---|
| Impianto Sivas | 1.000 | 1.050.000 |
| Impianto Karaman | 1.000 | 1.050.000 |
| Totale | 2.000 | 2.100.000 |
Possibili Conseguenze
La realizzazione di questi impianti potrebbe ridurre la dipendenza dalla coalizione e dal gas importato, abbassare i costi dell’energia per i consumatori e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di neutralità carbonica. Inoltre, l’incremento della capacità rinnovabile rafforzerà la posizione della Turchia come hub energetico regionale.
Opinione
Secondo le dichiarazioni ufficiali, l’accordo rappresenta un passo significativo verso l’autosufficienza energetica e la riduzione dei costi di approvvigionamento. I funzionari hanno sottolineato l’importanza di investimenti di questa portata per garantire la sicurezza energetica nazionale.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il progetto è in linea con le politiche energetiche nazionali e con gli obiettivi climatici. Tuttavia, la dipendenza ancora significativa dal carbone e la necessità di investimenti in infrastrutture di trasmissione potrebbero rappresentare ostacoli. La sostenibilità a lungo termine dipenderà dalla capacità di integrare efficacemente le nuove fonti rinnovabili nel sistema elettrico esistente.
Relazioni (con altri fatti)
L’accordo si inserisce in un contesto più ampio di cooperazione energetica tra la Turchia e l’Arabia Saudita, che ha già firmato accordi per il gas naturale e l’energia idroelettrica. La partecipazione della Turchia alla COP31 rafforzerà ulteriormente la sua posizione come promotore di soluzioni energetiche sostenibili.
Contesto (oggettivo)
La Turchia ha registrato un rapido aumento della capacità rinnovabile negli ultimi anni, con un incremento del 62 % della produzione da fonti rinnovabili l’anno scorso. Il paese ha inoltre stabilito obiettivi ambiziosi per il 2035 e il 2053, in linea con gli impegni internazionali sul clima.
Domande Frequenti
1. Qual è la capacità totale prevista per i nuovi impianti solari? La capacità totale è di 2.000 megawatt.
2. Quante abitazioni potranno beneficiare dell’energia prodotta? Si stima che l’energia potrà servire circa 2,1 milioni di abitazioni.
3. Qual è l’obiettivo climatico della Turchia per il 2053? Eliminare le emissioni nette di carbonio entro il 2053.
4. Qual è la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili l’anno scorso? Il 62 % della capacità elettrica installata è stato generato da fonti rinnovabili.
5. Dove si trovano i due impianti solari? Sono localizzati nelle province centrali di Sivas e Karaman.



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