Australia riconsidera la sua alleanza commerciale con gli USA dopo la tariffa del 15%
Australia riconsidera la sua posizione commerciale con gli Stati Uniti dopo l’annuncio di una tariffa del 15 %
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’intenzione di imporre una tariffa del 15 % su tutti gli importi. Tale misura potrebbe influenzare direttamente gli esportatori australiani e mettere alla prova la solidità di una partnership commerciale di lunga data.
Contesto giudiziario
La decisione segue una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato un regime tariffario generico introdotto ad aprile dello scorso anno. Il giudice ha stabilito che il presidente aveva ecceduto le sue competenze nell’applicare le tariffe “reciproche” su oltre 100 paesi, inclusa l’Australia. La sentenza ha mantenuto le tariffe specifiche del 50 % su acciaio e alluminio, ma ha annullato la tariffa del 10 % “liberazione” applicata a tutti i prodotti.

Reazione del presidente Trump
All’interno di poche ore dalla sentenza, Trump ha ripristinato una tariffa di base del 10 % e ha annunciato l’intenzione di aumentarla al 15 %. Per aggirare la decisione della Corte, ha fatto riferimento a una legislazione separata che consente al presidente di imporre tariffe fino al 15 % per affrontare “problemi fondamentali di pagamento internazionale”. Tale misura è valida per 150 giorni, salvo un eventuale prorogamento da parte del Congresso.
Reazione australiana
Il ministro del commercio, Don Farrell, ha dichiarato che il governo di Albanese sta collaborando con l’ambasciata australiana a Washington per valutare le implicazioni e esaminare tutte le opzioni disponibili. “L’Australia crede in un commercio libero e leale. Abbiamo costantemente sostenuto l’opposizione a queste tariffe ingiustificate”, ha affermato il senatore Farrell.
Il partito di opposizione ha chiesto una risposta più ferma, avvertendo che la misura rischia di danneggiare la crescita globale e di minare gli accordi commerciali stabiliti. Il ministro del commercio in ombra, Kevin Hogan, ha sostenuto che le tariffe contraddicono lo spirito dell’accordo di libero scambio tra Australia e Stati Uniti, nonché i principi più ampi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). Ha avvertito che tariffe più elevate aumenterebbero i prezzi per i consumatori americani, in particolare nei settori come la carne bovina, dove gli Stati Uniti dipendono dalle importazioni a causa della siccità, e minaccerebbero l’economia orientata all’esportazione dell’Australia, che sostiene un lavoro su quattro.
Accordo di libero scambio sotto pressione
Australia e Stati Uniti hanno operato sotto un Accordo di libero scambio dal 2005, firmato durante le amministrazioni di Howard e Bush. L’accordo garantisce l’accesso senza dazi al 97 % delle esportazioni non agricole australiane, con due terzi dei prodotti agricoli anch’essi esenti da dazi.
La recente escalation tariffaria aggiunge pressione all’accordo, che si trova ora a dover difendere i propri interessi commerciali mantenendo una relazione economica chiave.
Fonti
Fonte: Alcircle
Approfondimento
Il contesto delle tariffe statunitensi è stato influenzato da una serie di decisioni legislative e giudiziarie. La Corte Suprema ha limitato l’ambito delle tariffe generiche, ma il presidente ha cercato di mantenere la pressione commerciale attraverso misure temporanee. L’Australia, con la sua dipendenza dalle esportazioni, è particolarmente sensibile a queste dinamiche.
Dati principali
| Elemento | Valore |
|---|---|
| Tariffa di base proposta | 15 % |
| Durata della tariffa temporanea | 150 giorni |
| Percentuale di esportazioni non agricole esente da dazi | 97 % |
| Percentuale di prodotti agricoli esenti da dazi | ≈66 % |
| Tariffe specifiche su acciaio e alluminio | 50 % |
Possibili conseguenze
Le tariffe potrebbero aumentare i costi per i consumatori americani, specialmente nei settori che dipendono dalle importazioni. Per l’Australia, la dipendenza da esportazioni potrebbe tradursi in una riduzione della domanda estera e in un impatto negativo sul mercato del lavoro. L’accordo di libero scambio potrebbe subire una revisione o un indebolimento, con ripercussioni a lungo termine sulle relazioni commerciali bilaterali.
Opinione
Il governo australiano ha espresso chiaramente la sua posizione a favore del commercio libero e ha criticato le tariffe come ingiustificate. Il partito di opposizione ha sostenuto la necessità di una risposta più decisa per proteggere gli interessi nazionali.
Analisi critica (dei fatti)
La decisione del presidente di ricorrere a misure temporanee per superare la sentenza della Corte Suprema evidenzia una tensione tra l’autorità esecutiva e il controllo giudiziario. L’impatto delle tariffe sul commercio bilaterale è documentato, ma la loro efficacia nel raggiungere gli obiettivi dichiarati rimane incerta.
Relazioni (con altri fatti)
La situazione si inserisce in un più ampio contesto di politiche protezionistiche adottate da diversi paesi negli ultimi anni. Le tariffe su acciaio e alluminio, in particolare, sono state oggetto di controversie a livello internazionale e hanno influenzato le dinamiche di mercato globale.
Contesto (oggettivo)
Il commercio tra Australia e Stati Uniti è stato caratterizzato da un accordo di libero scambio che ha favorito l’accesso al mercato americano per le esportazioni australiane. Le recenti misure tariffarie degli Stati Uniti rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla politica commerciale precedente, con potenziali ripercussioni su scala globale.
Domande Frequenti
1. Qual è l’obiettivo principale delle tariffe proposte dal presidente Trump?
Il presidente ha dichiarato che le tariffe mirano a risolvere “problemi fondamentali di pagamento internazionale”.
2. Come ha risposto il governo australiano alla proposta di tariffa?
Il governo australiano ha collaborato con l’ambasciata a Washington per valutare le implicazioni e ha espresso la sua posizione a favore del commercio libero.
3. Qual è la durata prevista per l’applicazione delle tariffe temporanee?
Le tariffe temporanee sono valide per 150 giorni, salvo un eventuale prorogamento da parte del Congresso.
4. Quali settori potrebbero essere più colpiti dalle tariffe negli Stati Uniti?
Settori come la carne bovina, che dipendono dalle importazioni, potrebbero subire un aumento dei prezzi per i consumatori.
5. Che impatto potrebbe avere l’aumento delle tariffe sull’economia australiana?
L’aumento delle tariffe potrebbe ridurre la domanda estera per le esportazioni australiane, con potenziali effetti negativi sul mercato del lavoro.



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