Greenwashing nell’edilizia: la verità dietro i termini “green”, “eco” e “bio”
Ecologia del costruire: green, eco, bio… Che greenwashing!
Nel settore dell’edilizia i termini “green”, “eco”, “bio”, “rinnovabile” e “riciclabile” sono diventati aggettivi di moda. Il termine “green” deriva dall’inglese e significa “verde”; viene usato per evocare la natura e suscitare sensazioni di benessere. In ambito costruttivo, “riciclabile” e “rinnovabile” vengono spesso impiegati per indicare materiali che non inquinano e che, per questo motivo, si definiscono “amici dell’ambiente”. Tuttavia, questi termini non sono sinonimi e vengono talvolta usati in modo errato, creando confusione tra i consumatori.
Il concetto di Greenwashing
Il greenwashing è una strategia di comunicazione ingannevole che, sotto l’egida di slogan come “eco” o “bio”, nasconde intenzioni di marketing non etiche. Si tratta di presentare un prodotto come ecologico quando, in realtà, i suoi impatti negativi vengono omessi. L’uso improprio di questi termini può indurre i consumatori a credere in una sostenibilità che non è effettivamente presente.

Il vero significato di questi termini
Nel mercato dei materiali costruttivi è fondamentale distinguere i seguenti concetti:
- Ecologico: impatto minimo sull’ambiente durante l’intero ciclo di vita del materiale.
- Bio‑compatibile: non provoca reazioni immunitarie e rispetta la salute umana e animale.
- Rinnovabile: può ricrescere e rigenerarsi, rendendosi disponibile per usi futuri.
- Riciclabile: può essere riutilizzato in processi produttivi diversi, pur non essendo materia prima di base.
- Sostenibile: non aumenta l’impronta ecologica del pianeta, è disponibile per le generazioni future e incorpora le caratteristiche di riciclabile, rinnovabile, compostabile, biodegradabile e longevo.
Sostenibilità: il quadro di riferimento
La sostenibilità, secondo la definizione di Gro Harlem Brundtland (1987), è lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. L’impronta ecologica è un indicatore che valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità del pianeta di rigenerarle. Questi due concetti sono strettamente collegati nei discorsi sull’ecologia, sia ambientale che antropizzata.
Fonti
Fonte: Ecologia del costruire: green, eco, bio… Che greenwashing! – EdilTecnico.it
Approfondimento
Per comprendere meglio l’impatto dei materiali costruttivi è utile analizzare le certificazioni ambientali (come ISO 14001, EN 15804) e le normative nazionali (es. Direttiva EPBD). Questi strumenti forniscono criteri oggettivi per valutare la sostenibilità di un prodotto.
Dati principali
| Termine | Definizione | Esempio di applicazione |
|---|---|---|
| Ecologico | Impatto minimo sull’ambiente | Materiali con basso consumo di energia durante la produzione |
| Bio‑compatibile | Non provoca reazioni immunitarie | Legno trattato con finiture non tossiche |
| Rinnovabile | Può ricrescere | Pannelli solari con componenti sostituibili |
| Riciclabile | Può essere riutilizzato in altri processi | Plastica recuperata per nuovi prodotti |
| Sostenibile | Non aumenta l’impronta ecologica | Edificio con certificazione LEED Gold |
Possibili Conseguenze
- Perdita di fiducia dei consumatori nei confronti di marchi che praticano greenwashing.
- Impatto negativo sull’ambiente se i materiali etichettati come “green” non rispettano effettivamente i criteri di sostenibilità.
- Regolamentazioni più stringenti da parte delle autorità competenti.
- Opportunità per le aziende che adottano pratiche genuine di sostenibilità.
Opinione
Il greenwashing rappresenta una pratica di marketing ingannevole che può danneggiare la reputazione delle imprese e l’ambiente. È fondamentale che i consumatori si informino e che le aziende adottino criteri oggettivi per certificare la sostenibilità dei loro prodotti.
Analisi Critica (dei Fatti)
La diffusione di termini come “eco” e “bio” senza una definizione chiara porta a una confusione che facilita il greenwashing. Le normative esistenti, sebbene presenti, non sempre sono sufficientemente rigorose per impedire l’uso improprio di questi aggettivi. Una maggiore trasparenza e l’adozione di standard internazionali potrebbero ridurre questo fenomeno.
Relazioni (con altri fatti)
Il greenwashing è correlato a pratiche di marketing simili in altri settori, come l’industria alimentare (etichette “naturale” senza certificazione) e l’abbigliamento (etichette “eco‑friendly” senza standard). In tutti i casi, la mancanza di definizioni chiare e di controlli indipendenti facilita la pubblicità ingannevole.
Contesto (oggettivo)
Negli ultimi anni, la domanda di edifici a basso impatto ambientale è aumentata, spinta da normative europee e da una crescente consapevolezza pubblica. Tuttavia, la crescita del mercato ha anche favorito pratiche di greenwashing, rendendo necessario un approccio critico e informato da parte di professionisti e consumatori.
Domande Frequenti
1. Che cosa significa realmente “green” in ambito edilizio?
Il termine “green” indica un prodotto o un processo che mira a ridurre l’impatto ambientale, ma il suo significato può variare. È importante verificare le certificazioni e i criteri specifici adottati.
2. Come si differenziano “riciclabile” e “rinnovabile”?
Un materiale riciclabile può essere riutilizzato in processi diversi, ma non è necessariamente una materia prima di base. Un materiale rinnovabile, invece, può ricrescere e rigenerarsi, rendendolo disponibile per usi futuri.
3. Cosa è il greenwashing?
Il greenwashing è una strategia di marketing che presenta un prodotto come ecologico quando, in realtà, i suoi impatti negativi sono nascosti o minimizzati.
4. Quali sono le principali conseguenze del greenwashing?
Le conseguenze includono la perdita di fiducia dei consumatori, l’impatto ambientale negativo e l’implementazione di regolamentazioni più severe.
5. Come posso verificare la sostenibilità di un materiale?
È consigliabile consultare certificazioni riconosciute (es. ISO 14001, EN 15804) e verificare le dichiarazioni di impatto ambientale fornite dal produttore.



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