Ance approva il Ddl 2606: un primo passo verso la semplificazione delle autorizzazioni paesaggistiche
Fonti
Fonte: Ance – Autorizzazioni paesaggistiche, Ance: bene la revisione del sistema, ora serve una riforma organica ed efficace
Approfondimento
L’Associazione Nazionale Culturale dell’Edilizia (Ance) ha espresso valutazione positiva sul Disegno di legge n. 2606, che delega al Governo la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di autorizzazione paesaggistica. Secondo l’Associazione, il testo rappresenta un primo passo per ridurre i colli di bottiglia nei procedimenti edilizi, in particolare nelle fasi di autorizzazione paesaggistica, dove si registrano rallentamenti e blocchi.

Durante l’audizione del 18 febbraio presso la VIII Commissione Ambiente della Camera dei deputati, l’Ance ha sottolineato l’importanza di un intervento sistematico e ha indicato gli aspetti da potenziare per arrivare a una riforma organica.
Dati principali
- Dispositivo: Disegno di legge n. 2606 (prima lettura approvata dal Senato)
- Obiettivo: delegare al Governo la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per le procedure di autorizzazione paesaggistica
- Principali punti positivi:
- Maggiore coordinamento tra Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380
- Rafforzamento del coordinamento Stato‑Regioni per l’approvazione dei piani paesaggistici (solo 6 regioni dotate dal 2004)
- Proposte di risorse finanziarie, linee guida metodologiche, strumenti digitali e aggiornamento normativo
- Proposte di miglioramento:
- Revisione complessiva del Dpr 31/2017 (art. 26, comma 13 della Legge 118/2022)
- Devoluzione esclusiva della concessione di autorizzazione a Regione o Comune per interventi di lieve entità (Allegato B Dpr 31/2017)
- Uniformazione dei termini di efficacia dell’autorizzazione paesaggistica con i titoli edilizi
- Standardizzazione e digitalizzazione delle pratiche paesaggistiche
- Possibilità di escludere l’autorizzazione paesaggistica per interventi conformi a piani urbanistici attuativi
- Dispositivi correlati:
- Ddl 1429 – parere favorevole in caso di inerzia della Soprintendenza
- Ddl 2230 – silenzio assenso tra Regione/Comune e Soprintendenza
- Ddl 2529 – estensione della sanatoria ai lavori realizzati senza autorizzazione paesaggistica ma conformi ai titoli edilizi
Possibili Conseguenze
Una riforma efficace potrebbe:
- Ridurre i tempi di attesa per le autorizzazioni paesaggistiche, favorendo la realizzazione di interventi edilizi
- Uniformare le procedure a livello nazionale, diminuendo le differenze tra regioni
- Incrementare la trasparenza e la prevedibilità delle decisioni amministrative
- Promuovere un approccio integrato tra tutela paesaggistica e sviluppo sostenibile
Opinione
L’Ance ritiene che il Disegno di legge n. 2606 sia un buon punto di partenza per una disciplina paesaggistica più equilibrata, ma sottolinea la necessità di potenziare la delega, le risorse e i criteri di coordinamento per ottenere una riforma organica.
Analisi Critica (dei Fatti)
Il testo presenta una serie di elementi positivi, ma evidenzia anche lacune:
- La delega all’estensione dell’Allegato A del Dpr 31/2017 non è stata confermata, limitando la capacità di escludere interventi dalla procedura di autorizzazione paesaggistica.
- Il criterio direttivo che richiede la verifica di conformità dei piani urbanistici al piano paesaggistico regionale rimane poco chiaro, soprattutto in regioni con pochi piani paesaggistici approvati.
- La proposta di uniformare i termini di efficacia dell’autorizzazione paesaggistica con i titoli edilizi è ancora in fase di discussione e necessita di definizioni precise.
Relazioni (con altri fatti)
Il Disegno di legge n. 2606 si inserisce in un contesto normativo più ampio che comprende:
- Il Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, che disciplina la tutela del paesaggio
- Il Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico dell’Edilizia)
- La Legge 118/2022, che prevede la revisione del Dpr 31/2017
- I Disegni di legge 1429, 2230 e 2529, che introducono meccanismi di silenzio assenso, pareri favorevoli e estensione della sanatoria.
Contesto (oggettivo)
Dal 2004, solo sei regioni hanno adottato piani paesaggistici: Sardegna, Puglia, Toscana, Friuli Venezia‑Giulia, Piemonte e Lazio. Nel Lazio, ad esempio, la revisione di un piano paesaggistico ha richiesto 14 anni. Tali dati evidenziano la complessità istituzionale e la necessità di un coordinamento più efficiente tra Stato e Regioni.
Domande Frequenti
- Che cosa prevede il Disegno di legge n. 2606?
Il testo delega al Governo la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per le procedure di autorizzazione paesaggistica, con l’obiettivo di semplificare i procedimenti edilizi e migliorare il coordinamento tra le normative nazionali.
- Quali sono le principali proposte dell’Ance?
L’Ance propone l’assegnazione di risorse finanziarie, la definizione di linee guida metodologiche, l’implementazione di strumenti digitali condivisi e l’aggiornamento della normativa nazionale per uniformare le procedure.
- Come influisce la revisione del Dpr 31/2017?
La revisione del Dpr 31/2017, prevista dalla Legge 118/2022, permetterebbe di aggiornare l’elenco degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica e di semplificare la procedura per interventi di lieve entità.
- Qual è il ruolo dei piani paesaggistici regionali?
I piani paesaggistici regionali sono strumenti fondamentali per la tutela del paesaggio; la loro approvazione e attuazione richiedono un coordinamento tra Stato e Regioni, che l’Ance ritiene debba essere rafforzato.
- Che cosa intendono i Disegni di legge 1429, 2230 e 2529?
Il Ddl 1429 prevede un parere favorevole in caso di inerzia della Soprintendenza; il Ddl 2230 introduce il silenzio assenso tra Regione/Comune e Soprintendenza; il Ddl 2529 estende la sanatoria ai lavori realizzati senza autorizzazione paesaggistica ma conformi ai titoli edilizi.
Allegati
Per informazioni rivolgersi a:
Direzione Relazioni Istituzionali e Affari Esteri
Tel. 06 84567 417 / 464
E‑Mail: relazioniistituzionali@ance.it



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