Spacio.ai: generare in tempo reale alternative di progetto per la fase di concept architettonico
Introduzione
All’inizio di un progetto architettonico si affronta una fase di definizione preliminare in cui le idee sono ancora aperte ma già delineate. In questa fase si discutono concept, volumi e prime ipotesi spaziali, mentre si prendono decisioni concrete come la superficie da costruire, la distribuzione dei volumi e i margini rispetto alle norme urbanistiche. Spesso queste scelte vengono gestite con schizzi o modelli rapidi che mostrano una forma ma non evidenziano le condizioni che la hanno generata.
Spacio.ai: concetto e funzionamento
Spacio.ai è un ambiente di lavoro progettato per rendere esplicite le regole che guidano la progettazione fin dal primo momento. Non sostituisce l’architetto, ma facilita la visualizzazione delle condizioni di partenza e la loro evoluzione. Il sistema parte dal concetto che il progetto non nasce come oggetto chiuso, ma come un sistema di relazioni interrogabile e modificabile.
Spacio.ai è particolarmente indicato per le fasi iniziali del lavoro: non è un software di dettaglio costruttivo né uno strumento di rappresentazione finale, ma un spazio in cui impostare parametri, definire vincoli e osservare come cambiano i volumi quando si modificano le condizioni di partenza. È utile per studi di fattibilità , masterplan, interventi residenziali o complessi, dove la questione centrale è se il progetto funziona, rientra nei limiti e resiste al confronto tra più ipotesi.
Una delle funzionalità più interessanti è la generazione di alternative di progetto. A partire da regole e parametri definiti, lo strumento produce diverse ipotesi volumetriche e distributive, tutte coerenti con le condizioni iniziali. Ciò consente di confrontare scenari diversi in poco tempo e di orientare il progetto con maggiore consapevolezza, senza dover rifare il modello da capo.
Come si utilizza
Il primo passo è la registrazione e l’apertura di un nuovo progetto. Si sceglie il contesto: il modello urbano viene caricato automaticamente con i relativi dati spaziali. Il lotto viene tracciato nello spazio tridimensionale, definendo il perimetro e verificando distanze, allineamenti e relazioni con il contesto.
Successivamente si passa all’edificio. Spacio.ai mostra la sua natura parametrica: il volume può essere modellato manualmente o generato a partire da regole. Numero di piani, altezze interpiano, profondità e articolazione del corpo edilizio sono tutti valori modificabili. Ogni modifica produce un effetto immediato sul modello, mentre superfici, volumi e altri indicatori si aggiornano in tempo reale.
Il passaggio più significativo arriva quando si iniziano a confrontare le alternative. Cambiando un parametro – una distanza, una densità , una distribuzione dei corpi – il sistema produce una nuova configurazione mantenendo coerente l’intero impianto.
Sperimentazione sul campo
Spacio.ai sarà utilizzato in un laboratorio progettuale a Torino a fine marzo, organizzato da Luciana Mastrolia e dall’architetto Riccardo Piazzai. La piattaforma verrà impiegata in modo operativo per ragionare su volumi, superfici e alternative progettuali, mettendo alla prova il suo utilizzo in un processo reale e condiviso. L’obiettivo è verificare l’effettiva utilità dello strumento nel lavoro quotidiano, capire in quali momenti aiuta a chiarire le decisioni, a confrontare scenari diversi e a rendere più esplicite le regole del progetto, e dove invece mostra limiti o richiede integrazioni con altri strumenti.
Conclusioni
Spacio.ai rappresenta un approccio nuovo alla progettazione architettonica, in cui le regole e i vincoli sono messi in evidenza fin dall’inizio. La sua capacità di generare rapidamente alternative di progetto lo rende uno strumento utile per la fase di concept, ma non sostituisce la competenza professionale. L’esperimento sul campo a Torino fornirà dati concreti sulla sua efficacia e sui limiti da superare.
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