USA Rare Earth raccoglie 3,5 miliardi di dollari, il governo entra in azionariato
Fonti
Fonte: Alcircle – USA Rare Earth secures $3.5 billion in funding as government takes stake
Approfondimento
USA Rare Earth Inc. (NASDAQ: USAR) ha ottenuto un finanziamento complessivo di circa 3,5 miliardi di dollari, parte dei quali provengono da un prestito federale e da un investimento in capitale. L’obiettivo è rafforzare la catena di approvvigionamento degli elementi critici negli Stati Uniti, riducendo la dipendenza da fornitori esteri, in particolare per la produzione di magneti.

Nel gennaio, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha inviato una lettera di intenti che prevedeva un prestito di 1,3 miliardi di dollari e 277 milioni di dollari di finanziamento federale, in cambio di 16,1 milioni di azioni ordinarie e 17,6 milioni di warrant. Se i warrant venissero esercitati, la partecipazione del governo potrebbe arrivare dall’8 % al 16 %.
Il 29 gennaio, l’azienda ha completato un finanziamento PIPE di 1,5 miliardi di dollari, emettendo 69,8 milioni di azioni a 21,50 dollari ciascuna. I proventi sono destinati a velocizzare la strategia “mine‑to‑magnet”, ovvero la produzione di magneti a partire dalla miniere di elementi rari.
Analisti di Cantor Fitzgerald hanno aumentato la previsione di prezzo a 35 dollari, mantenendo una valutazione Overweight. Hanno sottolineato che il nuovo capitale consente un orientamento più marcato verso la produzione di magneti, con un potenziale EBITDA di 1,2 miliardi di dollari entro il 2030, se la strategia si realizza.
Dati principali
Di seguito una sintesi dei principali importi e termini:
| Tipo di finanziamento | Importo (USD) | Condizioni |
|---|---|---|
| Prestito federale | 1,300,000,000 | Letter of Intent |
| Finanziamento federale (costi) | 277,000,000 | Letter of Intent |
| Partecipazione azionaria | 16,100,000 azioni + 17,600,000 warrant | 8–16 % stake |
| PIPE | 1,500,000,000 | 69,800,000 azioni a 21,50 USD ciascuna |
| Previsione di EBITDA 2030 | 1,200,000,000 | Se la strategia “mine‑to‑magnet” si realizza |
Possibili Conseguenze
Il finanziamento e la partecipazione governativa potrebbero:
- Accelerare la produzione domestica di magneti a base di elementi rari, riducendo la dipendenza da fornitori esteri.
- Incrementare la competitività di USA Rare Earth sul mercato globale, grazie a una catena di valore più integrata.
- Stimolare investimenti in ricerca e sviluppo per tecnologie di produzione di magneti più efficienti.
- Generare un impatto positivo sull’occupazione locale nelle regioni in cui l’azienda opera.
- Essere un segnale di politica pubblica volta a garantire la sicurezza delle forniture di materiali critici.
Opinione
Il governo degli Stati Uniti ha dimostrato un interesse concreto nel sostenere la produzione nazionale di elementi rari, in linea con le politiche di sicurezza industriale. L’operazione rappresenta un esempio di collaborazione tra settore pubblico e privato per rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento.
Analisi Critica (dei Fatti)
La lettera di intenti e il successivo PIPE indicano una forte fiducia nella capacità di USA Rare Earth di realizzare la strategia “mine‑to‑magnet”. Tuttavia, la dipendenza da un unico fornitore di elementi rari e la complessità della produzione di magneti potrebbero rappresentare rischi operativi e di mercato. La partecipazione governativa, pur offrendo stabilità finanziaria, introduce anche una dimensione di controllo pubblico che potrebbe influenzare le decisioni aziendali.
Relazioni (con altri fatti)
Il caso di USA Rare Earth si inserisce in un contesto più ampio di iniziative governative volte a ridurre la dipendenza da fornitori esteri di materiali critici. Un esempio correlato è il piano di NALCO per il gallio, che rimane in fase di studio. Inoltre, il rapporto “Global Aluminium Industry Outlook 2026” di Alcircle fornisce prospettive sul settore dell’alluminio, un materiale strettamente legato alla produzione di magneti.
Contesto (oggettivo)
Negli ultimi anni, la sicurezza delle forniture di elementi rari è diventata una priorità strategica per molti paesi. Gli Stati Uniti hanno adottato misure per incentivare la produzione domestica di materiali critici, tra cui magneti ad alta performance. USA Rare Earth Inc. è una delle poche aziende quotate in borsa che opera lungo l’intera catena di valore, dalla estrazione alla produzione di magneti, rendendola un caso di studio rilevante per le politiche di sicurezza industriale.
Domande Frequenti
- Qual è l’importo totale di finanziamento ottenuto da USA Rare Earth? L’azienda ha ottenuto circa 3,5 miliardi di dollari, compresi prestito federale, finanziamento federale e PIPE.
- Che percentuale di partecipazione può acquisire il governo? In base all’esercizio dei warrant, la partecipazione potrebbe variare dall’8 % al 16 %.
- Qual è l’obiettivo della strategia “mine‑to‑magnet”? Accelerare la produzione di magneti a partire dalla miniere di elementi rari, riducendo la dipendenza da fornitori esteri.
- Qual è la previsione di EBITDA per il 2030? Se la strategia si realizza, si prevede un EBITDA di 1,2 miliardi di dollari.
- Quali sono i rischi associati a questo investimento? Rischi operativi legati alla produzione di magneti, dipendenza da un unico fornitore di elementi rari e potenziali conflitti tra interessi pubblici e privati.



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