Da fonderia a casa: TRIMET e Iqony trasformano il calore residuo in energia a zero CO₂

Da fonderia a casa: TRIMET e Iqony trasformano il calore residuo in energia a zero CO₂

From smelter to homes: TRIMET e Iqony sfruttano il calore residuo

Il progetto di canalizzazione del calore residuo industriale proveniente dalla fonderia di alluminio TRIMET, situata a Essen, è stato avviato da TRIMET Aluminium SE in collaborazione con Iqony Fernwärme GmbH. L’obiettivo è introdurre energia a zero emissioni di carbonio nel sistema di riscaldamento collettivo, migliorando l’efficienza ambientale della rete di fornitura locale.

TRIMET Aluminium SE, uno dei maggiori produttori di alluminio in Germania e Francia, potrà ora trasmettere annualmente quasi 31.000 MWh di calore residuo inevitabile. Tale calore, generato durante il processo di elettrolisi, viene convertito in energia per la rete di riscaldamento di Iqony e distribuito ai clienti di Gelsenkirchen, Bottrop ed Essen, coprendo le esigenze di circa 5.500 abitazioni.

Da fonderia a casa: TRIMET e Iqony trasformano il calore residuo in energia a zero CO₂

Matthias Ohl, Direttore Generale di Iqony Fernwärme, ha dichiarato: “Con questo progetto TRIMET e Iqony dimostrano la pratica della circular economy in un paese industriale. Il calore residuo, anziché disperdersi inutilizzato, viene riutilizzato nei sistemi di riscaldamento. Il calore residuo è un elemento chiave per decarbonizzare la fornitura di calore.”

Il membro del Consiglio di amministrazione di TRIMET Aluminium SE, Dr Andreas Lützerath, ha affermato: “Il fatto che stiamo ora riscaldando migliaia di abitazioni con il calore residuo delle nostre strutture è un traguardo per la nostra azienda e per la regione. Dimostra come l’innovazione guidi la trasformazione verde, rendendo la produzione di alluminio più flessibile e avvicinandoci agli obiettivi di protezione climatica, rafforzando la sostenibilità futura dei nostri impianti e contribuendo alla sicurezza energetica.”

Dopo aver convertito la produzione di alluminio in una fornitura di energia variabile proveniente da fonti solari e eoliche, la possibilità di utilizzare il calore residuo industriale è diventata concreta. Durante la produzione, i caldaie di elettrolisi sono dotate di scambiatori di calore che collegano direttamente l’acqua a 130 °C tramite un fascio di tubi. L’acqua, trasportata attraverso un sistema di tubazioni interno di 1,6 km, raggiunge un centro energetico dove, sotto pressione, il calore viene trasferito alla rete di riscaldamento.

Il sistema interno prevede il ricircolo di 36 m³ di acqua, mentre Iqony ha realizzato un tubo di collegamento di quasi 700 m che unisce i centri energetici all’impianto di collegamento esterno.

Il progetto è in linea con l’accordo firmato tra TRIMET e Iqony nel 2023, che prevede una cooperazione di 20 anni per sfruttare il calore residuo generato dalla produzione di alluminio a Essen. L’impianto entrerà in funzione regolare dopo la fase di prove, con un investimento di diversi milioni di dollari da entrambe le parti.

Fonti

Fonte: Alcircle.com

Approfondimento

Il progetto rappresenta un esempio pratico di come le industrie possono trasformare i loro residui energetici in risorse utili per la comunità, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo alla sicurezza energetica locale.

Dati principali

• Calore residuo annuale: 31.000 MWh
• Numero di abitazioni servite: 5.500
• Lunghezza tubazioni interne: 1,6 km
• Volume acqua ricircolata: 36 m³
• Lunghezza tubo di collegamento esterno: 700 m

Possibili Conseguenze

• Riduzione delle emissioni di CO₂ grazie all’utilizzo di energia a zero carbonio.
• Maggiore efficienza energetica del sistema di riscaldamento collettivo.
• Incremento della sicurezza energetica regionale.
• Potenziale modello replicabile in altre fonderie e industrie.

Opinione

Il progetto è stato presentato come un passo significativo verso la decarbonizzazione e la sostenibilità, evidenziando l’importanza dell’innovazione tecnologica e della collaborazione tra settore industriale e fornitori di energia.

Analisi Critica (dei Fatti)

Il progetto si basa su tecnologie consolidate di recupero del calore e di distribuzione in rete di riscaldamento. La sua efficacia dipende dalla capacità di mantenere la coerenza della produzione di calore residuo e dalla gestione efficiente delle infrastrutture di tubazioni. L’accordo a lungo termine di 20 anni fornisce stabilità, ma richiede un monitoraggio continuo per garantire che gli obiettivi di efficienza e sostenibilità siano raggiunti.

Relazioni (con altri fatti)

Il recupero del calore residuo è una pratica già adottata in diverse industrie, come la produzione di acciaio e la raffinazione del petrolio. Il progetto di TRIMET e Iqony si inserisce in un trend più ampio di economia circolare e di integrazione delle fonti rinnovabili nei sistemi di riscaldamento collettivo.

Contesto (oggettivo)

In Germania, la transizione energetica è guidata da politiche nazionali che promuovono l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni. Le fonderie di alluminio, in particolare, sono tra i maggiori consumatori di energia, rendendo il recupero del calore residuo una strategia chiave per raggiungere gli obiettivi climatici.

Domande Frequenti

  1. Qual è l’obiettivo principale del progetto? Trasferire il calore residuo della fonderia di alluminio a Essen alla rete di riscaldamento collettivo, fornendo energia a zero emissioni di carbonio a circa 5.500 abitazioni.
  2. Quanto calore residuo viene recuperato annualmente? Circa 31.000 MWh.
  3. Quali sono le infrastrutture chiave del sistema? Un sistema di tubazioni interno di 1,6 km, un volume di acqua ricircolata di 36 m³ e un tubo di collegamento esterno di 700 m.
  4. Qual è la durata dell’accordo tra TRIMET e Iqony? 20 anni, firmato nel 2023.
  5. Quali benefici ambientali si prevedono? Riduzione delle emissioni di CO₂, miglioramento dell’efficienza energetica e contributo alla sicurezza energetica regionale.

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