Alluminio riciclato: l’Europa teme la fuga di scarti mentre l’India e la Cina spingono la produzione secondaria per l’energia solare
Fonti
Fonte: AL Circle – https://www.alcircle.com/news/mario-conserva-backs-braghi-warns-eu-to-save-aluminium-scrap-116948

Approfondimento
Il recupero di alluminio da scarti sta assumendo un ruolo centrale nel settore dei metalli. Le dinamiche di commercio, i prezzi in aumento, le normative più stringenti e gli obiettivi di decarbonizzazione si intrecciano, creando un contesto in cui l’Europa teme la fuga di scarti verso l’Asia, mentre l’Asia dipende sempre più dai metalli secondari.
Dati principali
| Indicatore | Valore | Anno |
|---|---|---|
| Esportazioni di scarti di alluminio UE | 1,2 mila tonnellate | 2024 |
| Quota globale delle esportazioni UE | 10‑11 % | 2024 |
| Importazioni di scarti in India (2015) | 0,88 mila tonnellate | 2015 |
| Importazioni di scarti in India (proiezione 2025) | ≈2 mila tonnellate | 2025 |
| Incremento annuale in India | 8,6 % | 2015‑2025 |
| Importazioni di scarti in Cina (dicembre 2025) | 162 800 t | 2025 |
| Quota Thailandia nelle importazioni cinesi | 23,3 % | 2025 |
| Importazioni di alluminio non lavorato in Cina (dicembre 2025) | 93 100 t | 2025 |
| Prezzo medio scarti #6063 in Guangdong (gennaio 2026) | 2 746 USD/tonne | 2026 |
| Prezzo primario alluminio in Guangdong (gennaio 2026) | 24 645 RMB/tonne | 2026 |
| Consumo secondario in Cina (2025) | 13,35 mila t | 2025 |
| Incremento consumo secondario in Cina (2024‑2025) | 5,1 % | 2025 |
| Alluminio usato in impianti fotovoltaici (globale) | 8 mila t | 2023 |
| Installazioni fotovoltaiche (globale) | 2,2 TW | 2023 |
| Previsione rifiuti fotovoltaici (2030) | 1,7‑8 mila t | 2030 |
| Previsione rifiuti fotovoltaici (2050) | 60‑78 mila t | 2050 |
| Unità industriali soggette a regole GHG (India) | 208 | 2025‑26 |
| Capacità rinnovabile prevista per NALCO | 200‑300 MW | 2026 |
Possibili Conseguenze
La fuga di scarti dall’Europa potrebbe ridurre la base di riciclo locale, aumentando la dipendenza da materie prime primarie e compromettendo gli obiettivi di decarbonizzazione. L’aumento della domanda di scarti in Asia potrebbe spingere verso una maggiore produzione di alluminio secondario, con impatti positivi sulla riduzione delle emissioni, ma anche rischi di saturazione del mercato e di pressione sui prezzi.
Opinione
Il testo si limita a riportare fatti verificabili, senza esprimere giudizi di valore. Non si afferma se le politiche siano buone o cattive, ma si evidenziano le potenziali ripercussioni economiche e ambientali.
Analisi Critica (dei Fatti)
Le cifre presentate derivano da fonti ufficiali e da rapporti di settore. La crescita del 8,6 % delle importazioni in India è attribuita a una produzione interna limitata e a una domanda crescente da parte di fonderie e impianti di laminazione. L’aumento del 25 % delle esportazioni cinesi di scarti rispetto all’anno precedente indica un trend di consolidamento del mercato interno. I prezzi record in Guangdong riflettono la pressione di domanda e la scarsità di materie prime.
Relazioni (con altri fatti)
Il ruolo dell’alluminio nei pannelli fotovoltaici è strettamente legato alla crescita delle energie rinnovabili. L’uso di 8 mila tonnellate di alluminio in impianti fotovoltaici globale è un indicatore della dipendenza del settore dalle materie prime secondarie. Le politiche di decarbonizzazione in India, che includono l’alluminio secondario tra le industrie regolamentate, si collegano alle iniziative europee di tassazione del carbonio e alla necessità di ridurre l’impronta di carbonio delle catene di produzione.
Contesto (oggettivo)
Il mercato globale dell’alluminio è in fase di transizione verso un modello più circolare. Le esportazioni di scarti dall’Europa verso l’Asia, la crescita delle importazioni in India e la dipendenza di Cina e Thailandia da scarti esterni sono elementi chiave di questa evoluzione. Le politiche europee di consultazione pubblica mirano a proteggere la capacità di riciclo interno, mentre le iniziative indiane puntano a ridurre le emissioni e a integrare l’alluminio secondario nei sistemi di produzione.
Domande Frequenti
1. Perché l’Europa teme la fuga di scarti di alluminio? L’Europa ha registrato esportazioni di scarti superiori a 1,2 mila tonnellate nel 2024, pari al 10‑11 % del commercio globale. Se questi scarti continuano a essere esportati, la capacità di riciclo interno potrebbe diminuire, compromettendo la competitività e gli obiettivi di decarbonizzazione.
2. Qual è la situazione delle importazioni di scarti in India? Le importazioni di scarti in India sono cresciute dal 0,88 mila tonnellate nel 2015 a quasi 2 mila tonnellate previste per il 2025, con un tasso di crescita annuo del 8,6 %. Ciò rende l’India dipendente dall’importazione di scarti per circa l’85 % della domanda.
3. Come influiscono i prezzi degli scarti in Cina? Nel 2026, i prezzi degli scarti #6063 in Guangdong hanno raggiunto 2 746 USD/tonne, mentre il prezzo primario dell’alluminio è salito a 24 645 RMB/tonne. Questi aumenti indicano una pressione di domanda e una scarsità di materie prime.
4. Quali sono le previsioni per i rifiuti fotovoltaici? Secondo IRENA, entro il 2030 si prevede un volume di rifiuti fotovoltaici compreso tra 1,7 e 8 mila tonnellate, che potrebbe salire a 60‑78 mila tonnellate entro il 2050.
5. Che ruolo ha l’alluminio secondario nelle politiche di decarbonizzazione indiane? L’India ha aggiunto l’alluminio secondario tra le industrie soggette a regole di intensità di emissioni di gas serra, con 208 unità industriali che dovranno conformarsi dal 2025‑26, al fine di ridurre le emissioni per unità di prodotto.



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