Parlamento e CNI: due disegni di legge che ridefiniscono l’architettura pubblica in Italia

Parlamento e CNI: due disegni di legge che ridefiniscono l’architettura pubblica in Italia

Introduzione

Il Parlamento italiano ha ripreso l’analisi di due disegni di legge (DDL) che riguardano l’architettura, considerata un tema di interesse pubblico e strategico per la qualità delle città. I due progetti, denominati AS 1112 e AS 1711, sono stati esaminati dalla 7ª Commissione permanente del Senato (Cultura e patrimonio culturale). Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha partecipato all’audizione, esprimendo apprezzamento per le finalità generali e formulando osservazioni puntuali, in particolare sul ruolo delle competenze tecniche e sull’approccio multidisciplinare alla progettazione.

DDL AS 1112: promozione dell’architettura e centralità del concorso di progettazione

Il DDL AS 1112, presentato ad aprile 2024, contiene disposizioni volte a salvaguardare e valorizzare l’architettura e a promuovere la qualità architettonica. Il testo riconosce l’architettura come espressione della cultura nazionale e come bene di interesse pubblico primario, facendo riferimento all’articolo 9 della Costituzione. Tra le principali novità vi è la valorizzazione del concorso di progettazione, indicato come procedura ordinaria per la realizzazione delle opere pubbliche. Gli obiettivi del concorso sono:

Parlamento e CNI: due disegni di legge che ridefiniscono l’architettura pubblica in Italia

  • garantire una maggiore qualità progettuale;
  • favorire la trasparenza delle procedure;
  • ampliare l’accesso al mercato della progettazione, in particolare per i professionisti più giovani.

Il disegno di legge prevede inoltre:

  • un Piano per l’architettura, di competenza del Ministero della Cultura in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • una Commissione per la salvaguardia e la valorizzazione delle opere dell’architettura;
  • misure di promozione della formazione, della ricerca e della cultura architettonica;
  • un Premio per la giovane architettura italiana.

Infine, il DDL stabilisce un impianto sanzionatorio nei confronti delle stazioni appaltanti che non ricorrano ai concorsi di progettazione nei casi previsti.

DDL AS 1711: architettura, rinascenza urbana e benessere psicofisico

Il DDL AS 1711, presentato a novembre 2025, si configura come una legge quadro sull’architettura e sulla “Rinascenza urbana”. Il provvedimento collega esplicitamente la qualità dell’architettura e dello spazio urbano al benessere psicofisico e sociale delle persone. Tra le novità principali troviamo:

  • il riconoscimento dell’architettura come attività di interesse pubblico primario;
  • l’introduzione del concetto di Rinascenza urbana, intesa come processo integrato di trasformazione fisica, culturale e sociale;
  • l’istituzione di nuove figure a livello comunale, come l’Architetto della città e il Medico della città, incaricate di valutare l’impatto dei progetti sul benessere urbano;
  • la creazione di un Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana e di un Osservatorio nazionale sulla qualità della vita e la salute urbana.

Il DDL AS 1711 mira a rafforzare la dimensione culturale e sociale della progettazione, mantenendo il coordinamento con il Codice dei contratti pubblici, le politiche di rigenerazione urbana e il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Parere e osservazioni del CNI

Durante l’audizione, il CNI ha espresso apprezzamento per le finalità generali dei disegni di legge, ma ha evidenziato alcuni punti di interesse. Il presidente del CNI, Angelo Domenico Perrini, ha sottolineato l’importanza di rafforzare il valore pubblico del progetto e di migliorare l’ambiente costruito. Le osservazioni principali sono state formulate da Alberto Romagnoli, consigliere CNI con delega a comunicazione, ambiente e territorio, e da Carla Cappiello, vicepresidente vicario CNI, che hanno ribadito che il CNI non intende contrastare le finalità dei disegni di legge, ma rafforzarne l’efficacia. Il CNI sostiene che i progetti di qualità nascono dalla mescolanza delle competenze, non dalla loro separazione.

Qualità del progetto e squilibrio di ruoli e competenze

Il CNI ha evidenziato che la qualità del progetto non può essere ricondotta solo alla dimensione formale o estetica. La qualità nasce dall’integrazione equilibrata tra architettura, sicurezza strutturale, efficienza energetica, sostenibilità ambientale e capacità dell’opera di durare e funzionare nel tempo, oltre a resistere ai cambiamenti climatici. Per questo motivo il CNI ritiene fondamentale un approccio multidisciplinare, basato sulla collaborazione tra architetti, ingegneri e tutte le professioni tecniche coinvolte. Il CNI ha inoltre osservato che la norma attribuisce una centralità prevalente alla figura dell’architetto, anche per interventi ad elevato contenuto tecnico e ingegneristico, e ha proposto di rafforzare esplicitamente il riferimento alla qualità del progetto come risultato dell’integrazione tra architettura e ingegneria. Ha suggerito anche di sostituire la figura dell’Architetto della città con quella di Progettista della città.

Governance e coordinamento istituzionale

Il DDL AS 1711 prevede l’attribuzione della regia esclusiva al Ministero della Cultura, senza un raccordo strutturale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il CNI ha osservato che questa disposizione potrebbe generare sovrapposizioni di competenze, incertezze applicative e rallentamenti procedurali. Il CNI ha richiesto che la regia del Piano per l’architettura sia affidata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in concerto con il Ministero della Cultura, e ha sottolineato la necessità di un raccordo con il Codice dei contratti pubblici per evitare sovrapposizioni e incertezze applicative.

Comfort indoor e accessibilità universale

Il DDL AS 1711, articolo 10, prevede parametri quali qualità dell’aria, comfort climatico, acustica e microclima, disciplinati da norme tecniche UNI e ISO. Il CNI ha sottolineato l’importanza di coinvolgere ingegneri esperti in fisica tecnica e ambientale e di introdurre protocolli di misurazione strumentale validati scientificamente. Il CNI ha inoltre proposto di integrare l’articolo 2 del DDL AS 1711, introducendo un esplicito riferimento all’accessibilità universale degli spazi come principio fondamentale della qualità architettonica e urbana. L’accessibilità è intesa non solo come eliminazione delle barriere architettoniche, ma come insieme di condizioni progettuali che richiedono competenze tecniche specialistiche e una valutazione prestazionale oggettiva.

Concorsi di progettazione

Il DDL AS 1112, articoli 7, 11 e 16, prevede l’obbligo dei concorsi di progettazione per opere di alto valore simbolico, culturale o urbano. Il CNI ha osservato che l’utilizzo obbligatorio di concorsi per tutte le opere pubbliche potrebbe non essere sempre la scelta più efficace, in quanto il DDL 1112 introduce un impianto fortemente coercitivo che rischia di paralizzare le stazioni appaltanti. Il CNI ha suggerito di valorizzare i concorsi, ma di non considerare la procedura esclusiva, in accordo con il principio di proporzionalità sancito dal Codice dei contratti pubblici. Inoltre, il CNI ha proposto di non escludere la valutazione dell’esperienza pregressa e dei curricula professionali, sostituendo la dicitura “Giovani Architetti” con “Giovani Progettisti” per evitare discriminazioni tra professioni tecniche abilitate e valorizzare l’intero sistema delle competenze nazionali.

Ddl Architettura: i testi

Il testo dei due disegni di legge è ancora in fase istruttoria e può subire modifiche e integrazioni significative. I documenti sono disponibili per il download, previa iscrizione alla newsletter.

Fonti

Articolo originale pubblicato su EdilTecnico.it.

Approfondimento

Il dibattito parlamentare sui disegni di legge AS 1112 e AS 1711 evidenzia l’importanza di un approccio integrato alla progettazione urbana, che tenga conto non solo dell’estetica ma anche della sicurezza, dell’efficienza energetica, della sostenibilità ambientale e del benessere degli utenti. Il CNI ha sottolineato la necessità di un coordinamento tra architetti, ingegneri e altre professioni tecniche per garantire la qualità compless

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