Prezzi dell’energia e futuro dell’alluminio: scenari 2025‑2040 e impatti sulla competitività

Prezzi dell’energia e futuro dell’alluminio: scenari 2025‑2040 e impatti sulla competitività

Fonti

L’articolo originale è stato pubblicato su Alcircle.

Approfondimento

Il processo di smelting Hall‑Héroult, che costituisce la base della produzione di alluminio, è altamente dipendente dall’elettricità. Le variazioni dei prezzi del petrolio, del gas naturale, del carbone e, soprattutto, dell’elettricità, incidono direttamente sui margini dei produttori e sul calcolo di eventuali passaggi verso fonti rinnovabili o combustibili più puliti.

Prezzi dell’energia e futuro dell’alluminio: scenari 2025‑2040 e impatti sulla competitività

Dati principali

Secondo il World Energy Outlook (WEO) dell’IEA, il prezzo medio del petrolio greggio nel 2024 era di circa 79 USD al barile. I tre scenari di politica energetica dell’IEA prevedono prezzi del petrolio compresi tra 33 USD e 106 USD al barile entro il 2035, a seconda del percorso di politica adottato (Scenario Politiche Correnti, Scenario Politiche Indicate e Scenario Zero Emissioni).

Il gas naturale mostra differenze regionali marcate: nel 2024 il prezzo equivalente al Henry Hub negli Stati Uniti era di 2,2 USD per MMBtu, mentre in Europa e Giappone si aggirava tra 10 e 13 USD per MMBtu.

Il carbone a vapore importato varia anch’esso in modo significativo: in Cina costava circa 105 USD per tonnellata, mentre in UE e Giappone era di 84 USD per tonnellata.

Nel 2025 i prezzi dell’energia si sono stabilizzati. Secondo il World Economic Forum, gli investimenti globali in energia pulita hanno superato i 3,3 miliardi di USD, di cui circa 2,2 miliardi destinati a tecnologie pulite.

Secondo l’EIA, il prezzo medio del Brent nel 2026 è previsto a 56 USD al barile, con una diminuzione del 19 % rispetto al 2025, e a 54 USD nel 2027. La produzione globale di carburanti liquidi dovrebbe crescere di 1,4 miliardi di barili al giorno nel 2026 e di 0,5 miliardi di barili al giorno nel 2027.

Per i produttori di alluminio, l’elettricità rappresenta il costo ricorrente più elevato, che può arrivare dal 30 % al 40 % dei costi totali di produzione, con alcune stime che lo elevano al 60 % quando si considerano l’alluminio e l’elettricità insieme.

Possibili Conseguenze

Se la transizione verso l’energia zero emissioni dovesse accelerare dopo il 2026, i combustibili fossili non determinerebbero più il costo marginale del metallo; l’origine dell’elettricità lo farebbe. Regioni che adottano rapidamente fonti rinnovabili stabili (India, Sud‑Est asiatico, Cina, paesi con abbondanza idroelettrica) potrebbero ridefinire la mappa della competitività del settore.

Un aumento dei prezzi del gas e del carbone in alcune aree potrebbe spingere i fonderi a cercare contratti a lungo termine con energia rinnovabile, a investire in impianti idroelettrici o a spostarsi verso zone con costi di elettricità più bassi.

Opinione

Nel testo originale si afferma che la decarbonizzazione dell’alluminio sta diventando una strategia di gestione dei costi. Viene inoltre sottolineato che le regioni con energia rinnovabile stabile e supporto politico industriale sono i potenziali vincitori.

Analisi Critica (dei Fatti)

Le proiezioni dell’IEA sono basate su scenari di politica energetica e non su previsioni di mercato. I prezzi del petrolio e del gas mostrano una forte dipendenza da fattori geopolitici e di domanda globale, rendendo le stime soggette a incertezze. L’affermazione che l’elettricità costituisce il 30‑40 % dei costi di produzione è supportata da fonti di settore, ma può variare in base alla localizzazione e alla struttura di costo di ciascun fondero.

Relazioni (con altri fatti)

Il trend di investimento in energia pulita, citato dal World Economic Forum, è in linea con l’aumento della domanda di energia rinnovabile nei settori industriali. L’incremento della produzione di carburanti liquidi da parte di paesi non OPEC, soprattutto in Sud America, è correlato alla crescita della domanda di carburanti per trasporto e industria.

Contesto (oggettivo)

Il settore dell’alluminio è uno dei più intensivi in termini di consumo energetico. La sua dipendenza dall’elettricità lo rende sensibile alle variazioni dei prezzi dell’energia. Le politiche di decarbonizzazione a livello globale, come l’Accordo di Parigi, stanno spingendo verso una riduzione delle emissioni di CO₂, influenzando la struttura dei costi e la competitività delle aziende del settore.

Domande Frequenti

  • Qual è l’importanza dell’elettricità nella produzione di alluminio? L’elettricità rappresenta dal 30 % al 40 % dei costi totali di produzione, rendendola la voce di costo più significativa.
  • Come influiscono i prezzi del petrolio e del gas sull’alluminio? I prezzi del petrolio e del gas influenzano i costi di produzione indirettamente, poiché determinano il costo dell’elettricità in molte regioni.
  • Quali scenari di prezzo dell’energia prevede l’IEA? L’IEA propone tre scenari: Politiche Correnti (CPS), Politiche Indicate (STEPS) e Zero Emissioni (NZE), con prezzi del petrolio che variano da 33 USD a 106 USD al barile entro il 2035.
  • Qual è la prospettiva per l’energia rinnovabile nei prossimi anni? Gli investimenti globali in energia pulita hanno superato i 3,3 miliardi di USD nel 2025, indicando una crescita significativa del settore.
  • Quali regioni potrebbero beneficiare maggiormente della transizione energetica? India, Sud‑Est asiatico, Cina e paesi con abbondanza idroelettrica sono considerati potenziali vincitori grazie all’accesso a energia rinnovabile stabile e a supporto politico.

Commento all'articolo