Prezzo alluminio LME supera i 3.000 USD/tonne: deficit globale, tetto cinese e tariffe US in gioco

Prezzo alluminio LME supera i 3.000 USD/tonne: deficit globale, tetto cinese e tariffe US in gioco

LME aluminium contract crosses $3000/t as supply deficit deepens with China’s 45-MT cap, smelter cuts, and US tariffs

Il contratto a tre mesi dell’LME per l’alluminio ha raggiunto per la prima volta più di tre anni il valore di 3.015,50 USD per tonnellata, a partire da venerdì 2 gennaio 2026. Questo livello di prezzo può rappresentare l’inizio di un rally previsto da numerosi analisti per il 2026. La produzione primaria di alluminio in Cina è limitata da un tetto autoimposto di 45 milioni di tonnellate, le restrizioni commerciali dovute a tariffe e le chiusure di fondi di fusione a causa di crisi energetiche hanno ridotto l’offerta globale. La domanda, invece, rimane solida, creando un divario che favorisce un aumento dei prezzi.

Prezzo alluminio LME supera i 3.000 USD/tonne: deficit globale, tetto cinese e tariffe US in gioco

Fonti

Fonte: Alcircle.com

Approfondimento

Le previsioni di mercato indicano un deficit globale di circa 2 milioni di tonnellate per il 2026, con un prezzo medio di 2.900 USD per tonnellata. Se l’attività industriale globale dovesse aumentare, la domanda di alluminio potrebbe crescere ulteriormente, ma la produzione non è prevista per tenere il passo con la domanda a causa del tetto cinese e delle crisi energetiche in diverse regioni.

Dati principali

Tabella riassuntiva:

Anno Produzione primaria (milioni di tonnellate) Deficit previsto (milioni di tonnellate)
2025 67,489
2026 ≈ 0,2

Altri dati rilevanti:

  • Indonesia ha aumentato la produzione primaria a 1,4 milioni di tonnellate, ma non è sufficiente a coprire il deficit.
  • La Cina ha raggiunto circa 44 milioni di tonnellate di produzione, quasi al limite del tetto.
  • Le esportazioni cinesi di alluminio non trattato dall’Indonesia sono state 325 000 tonnellate nel 2024.

Possibili Conseguenze

Un deficit persistente potrebbe spingere i prezzi dell’alluminio verso l’alto, influenzando i costi di produzione di beni che lo utilizzano, come veicoli, imballaggi e componenti elettronici. Le aziende che dipendono dall’alluminio potrebbero dover rivedere le proprie strategie di approvvigionamento e considerare alternative materiali.

Opinione

Il testo non esprime opinioni personali. Si limita a riportare dati e analisi di mercato.

Analisi Critica (dei Fatti)

Le informazioni presentate derivano da fonti di settore e da dati di produzione pubblicati da istituzioni come l’International Aluminium Institute. Le previsioni di deficit si basano su modelli di domanda e offerta, ma non tengono conto di eventuali cambiamenti normativi o di politiche commerciali future.

Relazioni (con altri fatti)

Il deficit di alluminio è correlato a:

  • La riduzione delle capacità di fusione in Europa e negli Stati Uniti a causa di crisi energetiche.
  • Le tariffe statunitensi sull’alluminio, che hanno ridotto le importazioni.
  • La chiusura di fondi di fusione in Australia e in altre regioni.

Contesto (oggettivo)

L’alluminio è un metallo chiave per l’industria globale. La sua produzione è influenzata da fattori energetici, politici e di domanda. Le recenti restrizioni cinesi e le crisi energetiche hanno ridotto l’offerta, mentre la domanda rimane stabile, creando un contesto favorevole all’aumento dei prezzi.

Domande Frequenti

1. Perché il prezzo dell’alluminio è salito oltre i 3.000 USD per tonnellata?

Il prezzo è aumentato a causa di un deficit globale di offerta, determinato da limitazioni di produzione in Cina, chiusure di fondi di fusione in Europa e negli Stati Uniti e tariffe statunitensi.

2. Qual è il ruolo del tetto cinese di 45 milioni di tonnellate?

Il tetto limita la produzione primaria di alluminio in Cina, riducendo l’offerta globale e contribuendo al deficit di mercato.

3. Come influiscono le crisi energetiche sui fondi di fusione?

Le crisi energetiche aumentano i costi di produzione e rendono difficile garantire contratti di energia a prezzi sostenibili, portando a chiusure temporanee o permanenti di fondi di fusione.

4. Qual è la previsione di deficit per il 2026?

Si prevede un deficit di circa 200.000 tonnellate, che potrebbe aumentare a 600.000 tonnellate se il fondo Mozal in Europa dovesse chiudersi.

5. Quali sono le implicazioni per le aziende che utilizzano l’alluminio?

Le aziende potrebbero dover rivedere le proprie strategie di approvvigionamento, considerare alternative materiali o adeguare i prezzi dei prodotti finiti per compensare l’aumento dei costi di alluminio.

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