Alluminio a basso carbonio: la svolta del 2025 per l’automotive

Alluminio a basso carbonio: la svolta del 2025 per l’automotive

Low‑carbon aluminium e settore automobilistico: 2025 ha visto una transizione costruita in tandem

Nel 2025 l’industria globale dell’alluminio ha iniziato una nuova fase in cui le metriche di carbonio sono diventate così importanti quanto costo e qualità del prodotto. Con nuovi riferimenti di prezzo per i prodotti a basse emissioni e l’impatto crescente di regolamentazioni come il meccanismo di adeguamento delle frontiere di carbonio (CBAM) dell’UE, l’alluminio a basso carbonio ha registrato una domanda in crescita in diversi settori, in particolare nell’automotive. Dal 2026 in poi, la domanda di alluminio a basso carbonio si è definita come segmento di valore, guidata da segnali di prezzo unici, incentivi di mercato e necessità di conformità.

Alluminio a basso carbonio: la svolta del 2025 per l’automotive

Consumo di alluminio riciclato nel settore automobilistico

Nel 2024 l’industria automobilistica globale, che comprende veicoli passeggeri, commerciali e motociclette, ha registrato un utilizzo totale di alluminio riciclato o secondario compreso tra 12,2 e 12,5 milioni di tonnellate, pari a quasi il 44 % del consumo complessivo di alluminio (primario e secondario) di 27,52 milioni di tonnellate per l’intero settore dei trasporti, inclusi ferrovie, aerospazio, maree e altri, nello stesso periodo. Tale volume è previsto aumentare a 28,63 milioni di tonnellate entro il 2025.

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Collaborazioni tra fornitori di alluminio a basso carbonio e case automobilistiche

Mercedes‑Benz e Norsk Hydro

Mercedes‑Benz utilizza alluminio a basso carbonio nella produzione del nuovo CLA elettrico, riducendo le emissioni di CO₂ del 40 % rispetto ai veicoli non elettrici. L’azienda norvegese Norsk Hydro fornisce l’alluminio a basso carbonio, prodotto con energia rinnovabile e 25 % di scarti riciclati. La produzione di questo alluminio emette 3 kg di CO₂ per kg di alluminio, rispetto alla media globale di 16,7 kg. Mercedes‑Benz afferma che il prezzo più elevato non dissuade i consumatori.

Hydro e Nemak: sviluppo di alluminio a basso carbonio per l’automotive

Hydro ha firmato una lettera di intenti con Nemak, fornitore automobilistico, per produrre componenti di fusione di alluminio a basso carbonio destinati al settore automotive. L’obiettivo è accelerare la decarbonizzazione e aiutare i produttori di auto a raggiungere i propri obiettivi di sostenibilità. L’accordo prevede l’aumento dell’uso di scarti post‑consumo e la transizione a fonti energetiche più pulite, come gas naturale e caldaie elettriche, presso la raffineria di alumina Alunorte in Brasile. L’obiettivo a lungo termine è creare soluzioni di alluminio per fonderie con impronta di CO₂ inferiore a 3,0 kg per kg di alluminio.

Alluminio a basso carbonio di RUSAL per l’automotive

Nel 2025 RUSAL ha avviato la produzione commerciale di nuovi Alluminio per fonderie equivalenti primarie (PEFA), specificamente progettati per l’automotive. Questi alluminio incorporano quasi il 40 % di scarti post‑consumo. La produzione avviene presso lo Smaltitore di alluminio di Irkutsk, dove gli scarti vengono trasformati in alluminio a basso carbonio, denominato PEFA, con energia rinnovabile. I PEFA sono concepiti per soddisfare le prestazioni e gli standard tecnici delle fonderie primarie, in particolare per ruote in alluminio e componenti strutturali.

Volvo Penta e Roots Cast

Roots Cast ha introdotto una nuova linea di fusione di alluminio a basso carbonio, realizzata interamente con scarti di alluminio riciclato al 100 %. La produzione utilizza energia rinnovabile e tecnologie all’avanguardia, raggiungendo un tasso di emissione di 0,789 kg CO₂ per kg di alluminio. Queste fusione saranno fornite a Volvo Penta per supportare gli obiettivi di net‑zero, contribuendo a ridurre le emissioni di Scope 3 per i produttori di veicoli e fornitori di livello 1.

Novelis: filo di alluminio da scarti automobilistici

Novelis, riciclatore globale di alluminio, ha prodotto il primo filo di alluminio realizzato interamente con scarti di fine vita di veicoli. Il filo è destinato al mercato europeo e soddisfa standard di qualità superficiale e formabilità per applicazioni di rivestimento esterno di carrozzerie. Novelis collabora con partner industriali e automobili tramite la piattaforma di circularità automobilistica, facilitando l’accesso a materiali di fine vita di alta qualità.

Riciclo di alluminio ad alta qualità per veicoli elettrici

Stefan Pogatscher, ricercatore dell’Università di Leoben, ha sviluppato un metodo di riciclo che fonde scarti di alluminio automobilistici misti dopo un processo di riscaldamento. Il risultato è alluminio ad alta qualità con proprietà meccaniche comparabili o superiori a quelle delle leghe primarie. Il processo può gestire fino a 40 tipi di leghe in un unico fusione, trasformando materiali precedentemente fragili in stock ductile per applicazioni strutturali come telaio e cornici.

Fonti

Fonte: Alcircle – Low‑carbon aluminium and the automotive sector: 2025 saw a transition built in tandem

Approfondimento

Il passaggio all’alluminio a basso carbonio è guidato da una combinazione di fattori: regolamentazioni ambientali, incentivi di mercato e pressioni dei consumatori verso prodotti più sostenibili. Le collaborazioni tra fornitori di alluminio e case automobilistiche dimostrano un impegno condiviso per ridurre l’impronta di carbonio lungo tutta la catena di fornitura.

Dati principali

Indicatore Valore
Consumo alluminio riciclato 2024 (auto) 12,2–12,5 Mt
Percentuale alluminio riciclato 2024 (auto) ≈44 %
Consumo totale alluminio 2024 (trasporti) 27,52 Mt
Proiezione consumo alluminio 2025 (auto) 28,63 Mt
Emissioni CO₂ alluminio a basso carbonio (Hydro) 3 kg/kg
Emissioni CO₂ alluminio globale medio 16,7 kg/kg
Percentuale scarti post‑consumo in PEFA (RUSAL) ≈40 %
Emissioni CO₂ Roots Cast (alluminio 100 % riciclato) 0,789 kg/kg

Possibili conseguenze

La diffusione dell’alluminio a basso carbonio può ridurre significativamente le emissioni di CO₂ lungo la catena di produzione automobilistica, contribuendo agli obiettivi di net‑zero delle case automobilistiche. Inoltre, l’aumento del riciclo di alluminio può ridurre la dipendenza dalle miniere di bauxite, diminuendo l’impatto ambientale delle attività estrattive.

Opinione

Il testo si limita a riportare fatti verificabili e non esprime giudizi personali. Le dichiarazioni delle aziende citate sono presentate come informazioni di settore.

Analisi critica (dei fatti)

Le fonti citate provengono da comunicati stampa e articoli di settore. I dati quantitativi sono coerenti con le tendenze di mercato, ma la loro validità dipende dalla trasparenza delle fonti aziendali. La comparazione delle emissioni di CO₂ tra alluminio a basso carbonio e alluminio globale medio evidenzia un miglioramento significativo, ma richiede ulteriori verifiche indipendenti.

Relazioni (con altri fatti)

Il passaggio all’alluminio a basso carbonio è correlato alle politiche di adeguamento delle frontiere di carbonio (CBAM) dell’UE e alle iniziative di circular economy. Le collaborazioni tra fornitori e case automobilistiche riflettono una tendenza più ampia verso la sostenibilità nei processi di produzione.

Contesto (oggettivo)

Nel contesto globale, l’industria dell’alluminio sta affrontando pressioni per ridurre le emissioni di gas serra. Le normative europee e le iniziative di sostenibilità stanno spingendo verso l’adozione di materiali a basso carbonio, con un impatto diretto sui costi di produzione e sulla competitività delle aziende.

Domande Frequenti

  • Qual è la percentuale di alluminio riciclato utilizzata nel settore automobilistico nel 2024? Circa il 44 % del consumo totale di alluminio nel settore dei trasporti.
  • Quanto CO₂ emette l’alluminio a basso carbonio prodotto da Hydro? 3 kg di CO₂ per kg di alluminio, rispetto alla media globale di 16,7 kg.
  • Qual è la percentuale di scarti post‑consumo nei PEFA di RUSAL? Circa il 40 %.
  • Qual è l’impatto delle collaborazioni tra fornitori e case automobilistiche? Riduzione delle emissioni di CO₂ lungo la catena di fornitura e incremento del riciclo di alluminio.
  • Che ruolo ha Roots Cast nella riduzione delle emissioni? Produce fusione di alluminio a basso carbonio con emissioni di 0,789 kg CO₂ per kg, contribuendo agli obiettivi net‑zero di Volvo Penta.

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