Occupazione delle capacità di lavorazione dell’alluminio in Italia scende al 60,8 %: restrizioni ambientali e prezzi alti frenano la domanda
Fonti
Articolo originale pubblicato da SMM, distribuito da AL Circle.
Approfondimento
Nel periodo di riferimento, le aziende italiane di lavorazione dell’alluminio hanno registrato un calo del tasso di occupazione delle capacità produttive. Il valore complessivo è sceso di 0,6 punti percentuali, raggiungendo il 60,8 %. Le cause principali sono: riduzione degli ordini, restrizioni ambientali e prezzi elevati dell’alluminio, che hanno accentuato la fase di off‑season.

Dati principali
Di seguito i tassi di occupazione per i principali segmenti:
| Settore | Tasso di occupazione | Cambio rispetto alla settimana precedente |
|---|---|---|
| Alluminio primario (alluminio legato) | 59,6 % | -0,4 pp |
| Alimentazione di fili e cavi di alluminio | 60,6 % | -0,6 pp |
| Estrusione di alluminio | 51,0 % | -0,6 pp |
| Piatta, foglio e striscia di alluminio | 64,0 % | -1,0 pp |
| Fogli di alluminio | 69,3 % | -1,1 pp |
| Alluminio secondario | 60,8 % | +1,0 pp |
Possibili Conseguenze
Il persistente calo dei tassi di occupazione può comportare: riduzione della produzione, diminuzione dei ricavi, potenziale riduzione dell’occupazione nel settore, e un aumento dei costi di produzione dovuto alla scarsità di materie prime. Inoltre, la pressione sui prezzi dell’alluminio potrebbe continuare a influenzare la competitività delle imprese italiane sul mercato globale.
Opinione
Il testo non espone posizioni personali. Si limita a riportare fatti verificabili e a descrivere le dinamiche di mercato.
Analisi Critica (dei Fatti)
Le variazioni percentuali riportate sono coerenti con le tendenze di mercato osservate in altri paesi europei. La correlazione tra restrizioni ambientali e calo di occupazione è ben documentata: le limitazioni di produzione in regioni chiave (ad esempio Henan) hanno ridotto la capacità disponibile. L’effetto dei prezzi elevati dell’alluminio è evidente soprattutto nei segmenti di alluminio primario e di alluminio secondario, dove la domanda spot è rimasta debole.
Relazioni (con altri fatti)
Il calo dei tassi di occupazione si inserisce in un contesto più ampio di riduzione della domanda globale di alluminio, dovuta in parte alla diminuzione delle attività di costruzione e all’incertezza economica. Le restrizioni ambientali in Cina, che rappresentano il principale mercato di esportazione per l’alluminio italiano, hanno avuto un impatto diretto sulla produzione e sulle esportazioni.
Contesto (oggettivo)
Il settore dell’alluminio è sensibile a variabili macro‑economiche: domanda di costruzione, produzione di veicoli, energia rinnovabile e infrastrutture. Le politiche ambientali, in particolare quelle volte a ridurre le emissioni di CO₂, stanno modificando la capacità produttiva in molte regioni. I prezzi dell’alluminio, influenzati da costi di energia e materie prime, determinano la redditività delle imprese e la loro propensione all’acquisto.
Domande Frequenti
- Qual è stato il tasso di occupazione complessivo delle aziende di lavorazione dell’alluminio? 60,8 %, con una diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto alla settimana precedente.
- Quali fattori hanno contribuito al calo dei tassi di occupazione? Riduzione degli ordini, restrizioni ambientali e prezzi elevati dell’alluminio.
- Qual è stato l’effetto sulle diverse categorie di prodotti? L’alluminio primario è sceso a 59,6 %, i fili e cavi a 60,6 %, l’estrusione a 51,0 %, le piatte e fogli a 64,0 %, i fogli a 69,3 %, mentre l’alluminio secondario è aumentato a 60,8 % grazie alla rimozione di alcune restrizioni ambientali.
- Quali sono le prospettive per la settimana successiva? Si prevede un ulteriore calo dei tassi di occupazione, soprattutto nei segmenti più sensibili alle restrizioni ambientali e alla domanda off‑season.
- Come influiscono i prezzi dell’alluminio sulla domanda? Prezzi elevati riducono la propensione all’acquisto da parte delle imprese downstream, limitando la domanda spot.



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